La spumeggiante campagna acquisti che il duo Fassone – Mirabelli sta portando avanti in queste settimane sta galvanizzando noi tifosi facendoci sperare in un ritorno importante nell’Europa che conta. Anche perché, considerando gli ingenti investimenti che la società sta compiendo in questa sessione di mercato e i problemi con il Fair Play finanziario che abbiamo e avremo nei prossimi anni, la Champions League diventa fondamentale proprio per le ingenti entrate economiche che garantisce.

I sei/sette acquisti fatti finora ed  i possibili nuovi innesti hanno però mutato, e non poco, la rosa dello scorso anno, il che rende lecito, se non d’obbligo, un interrogativo: con quale modulo Montella farà giocare il Milan nella prossima stagione?

Se dovessimo ragionare logicamente, opteremmo per la conferma del 4-3-3 adottato la scorsa stagione. Considerando i giocatori adesso in rosa, si avrebbe Andre Silva al centro dell’attacco e due tra Suso, Bonaventura, Borini e Calhanoglu sugli esterni. Eventualmente poi Jack potrebbe anche essere uno degli interpreti del centrocampo. La risposta alla nostra domanda però cambia se dovesse arrivare Kalinic o dovesse partire Suso. In questo caso, Montella potrebbe scegliere il 4-3-1-2 con il neoacquisto turco come trequartista in appoggio alla coppia formata dal croato e dal portoghese, con Borini jolly intercambiabile e Bonaventura dirottato a centrocampo. E se dovesse arrivare in difesa un centrale di livello, si parla di Kjaer, si potrebbe utilizzare un modulo con una difesa a 3 con un possibile avanzamento di uno tra Rodriguez e Conti sulla linea del centrocampo.

I tanti volti nuovi che sono arrivati, e che arriveranno a Milanello, rendono la prossima stagione ancora più ricca di interesse. Dovrà essere abile il nostro allenatore a trasformare queste novità in delle certezze. Dopotutto la matematica non è un’opinione ma, nel calcio, conta fino a un certo punto!

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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