A due giorni dalla fine del campionato

 La stagione è terminata giusto due giorni fa ed è tempo oramai di trarre i bilanci di questa prima annata con nuova dirigenza e nuova proprietà. Purtroppo i risultati conseguiti non sono certo quelli prefissati e che ci si aspettava ad inizio stagione. Il grande obiettivo stagionale, ossia la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, non è stato raggiunto, di conseguenza da questo punto di vista il Milan ha fallito. Il quarto posto distante sole otto lunghezze fa venire un sacco di rimpianti considerando i punti letteralmente sprecati con squadre come Benevento (un punto su sei disponibili), Verona (tre punti su sei disponibili), oppure in partite perse o pareggiate nei minuti finali quando la vittoria sembrava oramai alla nostra portata (ad esempio con l’Atalanta la scorsa settimana o il derby nel girone d’andata).

Perlomeno vincendo con la Fiorentina i rossoneri sono riusciti ad agguantare il sesto posto che garantirà un’estate più tranquilla dal punto di vista sportivo e la possibilità di programmare per bene e con i dovuti tempi la nuova stagione. Una stagione nella quale sarà vietato sbagliare perché “errare è umano ma perseverare è diabolico”. Vero anche che il nostro simbolo è il Diavolo, però giocare la Champions League piace a tutti, buoni e cattivi. Giocarla e ricevere anche quanto ti garantisce, soldi, sponsor, visibilità, sex, o meglio, football appeal etc.

La dispendiosa campagna acquisti estiva non ha dato quanto ci si aspettava. Certi acquisti si sono rivelati dei validi elementi, altri rimangono degli oggetti misteriosi, altri ancora hanno invece deluso le attese e probabilmente finiranno sul mercato già nelle prossime settimane.

Purtroppo il reparto con il rendimento peggiore è stato indubbiamente l’attacco con particolare riferimento a Kalinic (pagato 25 milioni) e Andre Silva (costato 38 milioni). Questi due giocatori hanno avuto un rendimento al di sotto delle aspettative non garantendo quei goal di cui la squadra ha tremendamente bisogno. Gran parte delle reti sono arrivate inaspettatamente da Cutrone, elemento proveniente dal vivaio. Nonostante i pochi goal, io aspetterei comunque a cedere Andre Silva considerando età, potenziale, e primo anno in Italia, fattori che, da sempre, hanno messo in difficoltà numerosi giocatori, maturati solamente dopo una prima fase di ambientamento. Mirabelli merita invece un plauso per Calhanoglu che, dopo un inizio non facile, è diventato sempre più una pedina fondamentale e determinante per Gattuso, e per Borini, che fa suo il motto “poca spesa, tanta resa”.

Anche a centrocampo le cose non sono andato come si sperava. Se Kessie è stato indiscutibilmente una buona presa pensando a quanta energia e a quanti km brucia abitualmente in campo (e ancora a quanto potrà dare alla causa), lo stesso non si può dire per Biglia, che non è riuscito a replicare quando di buon fatto in maglia biancoceleste.

Inutile dire che i prossimi due o tre mesi saranno un bel banco di prova per il DS Mirabelli (sarà confermato?), il quale dovrà vendere bene, in considerazione anche delle sanzioni che arriveranno dall’UEFA e delle esigenze di bilancio, e comprare ancora meglio, dando a Gattuso quei 4-5 uomini di esperienza che il tecnico calabrese chiede per il salto di qualità.

Anche Fassone avrà il suo bel da fare tra incontri con i vertici UEFA, finanziatori, conti da far quadrare e nuove strategie commerciali da mettere in atto per cercare di dare stabilità a questo Milan cinese. Per ora sembra aver lavorato bene, tanto che alcuni dati pubblicati circa la situazione finanziaria del Milan confermano un lento ma progressivo miglioramento.

Così il primo anno si è appena concluso, con errori da una parte e buone cose dall’altra. Ora bisogna fare tesoro di quanto appreso per essere in grado di riportare i rossoneri nell’ambiente in cui erano soliti stare: il tetto d’Europa.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.

Latest posts by Zuma (see all)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *