Ormai é certo: dopo un solo anno di scatole (e ombre) cinesi il Milan è destinato a diventare americano. Mentre a Nyon la Uefa sta per emettere una sentenza che con ogni probabilità decreterà l’esclusione del Milan dall’Europa, il direttore esecutivo David Han Li e l’avvocato Riccardo Agostinelli, si trovano negli alti piani dei palazzi newyorkesi per una trattativa no-stop che entro metà Luglio potrebbe concludersi con l’annuncio del nuovo socio. Le trattative sottoposte al vaglio dalla dirigenza rossonera riguardano due soggetti importanti del mondo sportivo ed economico USA: il primo nome, affiancato da Morgan Stanley, è quello di Thomas S. Ricketts & C., dichiaratosi ufficialmente interessato ad acquisire un asset rilevante della società rossonera.

L’altro nome, caldeggiato dalla banca d’affari Goldman Sachs, e fino a qualche giorno fa conosciuto semplicemente come Mister X, corrisponderebbe all’italo americano Rocco Commisso. Ricketts è l’attuale proprietario della franchigia di baseball dei Chicago Cubs, accreditato di un patrimonio personale da 2,4 miliardi di dollari e amministratore delegato della banca di Chicago Incapital Llc. La volontà della famiglia Ricketts sarebbe quella di rilevare una minoranza del club rossonero per poi salire quanto più rapidamente in cabina di comando, acquisendo la maggioranza delle azioni. Un particolare interessante: la figura di Ricketts è legata a quella di Sal Galatioto, l’intermediario americano che aveva curato la “prima” trattativa di cessione del club rossonero da Fininvest alla cordata cinese dalla quale Yonghong Li si era smarcato, riuscendo ad anticipare la chiusura dell’affare.

Commisso è il patron dei Cosmos di New York, squadra di calcio che milita nella NASL (North American Soccer League), entrata nell’immaginario collettivo dei calciofili per aver annoverato tra i propri ranghi (negli anni ’70) un tale Edson Arantes Dos Nascimento, in arte Pelè. Di origine calabrese e cresciuto nel Bronx, Commisso detiene un patrimonio personale di circa 4,5 miliardi di dollari ed è fondatore della società Mediacom, una delle più importanti nel settore delle telecomunicazioni USA, con un fatturato di poco inferiore ai 2 miliardi di dollari. Un fattore rilevante della trattativa portata avanti da Goldman Sachs sarebbe il fatto che Commisso non si presenterebbe “da solo” bensì come uno dei principali componenti di un fondo d’investimento di cui fanno parte diversi imprenditori di chiara fama.

A differenza della proposta avanzata da Ricketts ci sarebbe l’intenzione di rilevare sin da subito la totalità delle quote dell’A.C. Milan. Secondo le ultime indiscrezioni la trattativa che fa capo a Commisso pare in vantaggio per la chiusura dell’affare. L’autocandidatura di Ricketts sarebbe quindi una mossa strategica per sopravanzare l’avversario sul filo di lana. Trattasi comunque di ipotesi, per le quali appare difficile affermare con certezza quale sia destinata ad avverarsi… senza poi dimenticare che fonti USA parlano persino di una terza alternativa (per ora non confermata), che farebbe capo a Stephen Ross, proprietario dei Miami Dolphins.

La cosa certa è che il Milan cambierà bandiera: dalle cinque stelle su sfondo rosso della Cina alle stelle e strisce targate USA. Come mai si è giunti a questo punto della vicenda, dopo che l’attuale presidente cinese in poco più di un anno è riuscito a sborsare circa 1 miliardo di euro per garantirsi la proprietà del Diavolo ? L’evento dirimente è stata la mancata immissione dei 32 milioni di euro relativi all’aumento di capitale che avrebbe dovuto verificarsi entro le 17 di Venerdì 22. A versare i suddetti Milioni sarà direttamente il fondo statunitense Elliott, nei confronti del quale Yonghong Li risulta debitore di circa 400 milioni di euro. Il presidente avrà tempo sino al 9/10 luglio per rimborsare il fondo americano ed evitare in tal modo l’escussione del pegno dinnanzi al tribunale del Lussemburgo. Proprio da qui nascono le ferventi trattative volte a far entrare in scena un altro socio. Da una parte sarebbe Li stesso a voler un partner che gli permetta di restare in sella, introiettando capitali freschi, dall’altra il fondo Elliott vorrebbe accelerare il passaggio di proprietà del club rossonero, senza doversi occupare direttamente della gestione del club (comunque prodromica ad una successiva cessione).

Fino al 10 Luglio l’aspirante socio è tenuto a rivolgersi a Yonghong Li e solo successivamente potrà discutere l’acquisizione delle quote azionarie direttamente col fondo Elliott (che le detiene in pegno). Nasce a questo punto un quesito logico: qual è l’interesse dell’aspirante socio a trattare direttamente con Li un’acquisizione (maggioritaria o minoritaria che sia) per cifre che si aggirano tra i 300 e i 600 milioni di euro quando potrebbe attendere pochi giorni per poter intavolare una trattativa col fondo Elliott, che sarebbe necessariamente “al ribasso” rispetto alle richieste di Li ? Qualunque sia la risposta a questa domanda… basterà attendere qualche giorno o al più qualche settimana per comprendere effettivamente la situazione, assistere all’evoluzione della vicenda ed infine conoscere il nome del futuro socio (o proprietario) dell’A.C. Milan. Con l’eventualità non troppo remota che a trattativa conclusa l’attuale dirigenza, rappresentata dall’amministratore delegato Marco Fassone e dal direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, possa essere messa in discussione. E con la possibilità che questo cambiamento ai vertici societari possa rappresentare un’arma vincente dinnanzi al TAS di Losanna, per evitare in extremis l’esclusione dalle Coppe Europee (vedasi http://tempirossoneri.com/danyon-a-losanna-per-evitare-la-bocciatura-della-uefa/)…

Stefano I.

Ricercatore informatico ​affetto dal sacro fuoco rossonero. Scettico per precauzione, ​realista per vocazione ed ​​amante del genio per eccezione. Nato nel segno di Van Basten con ascendente Savicevic.