A due giornate dalla fine del campionato il Milan, possiamo dirlo, ha quasi tutti e due i piedi in Europa. Vanta infatti un vantaggio enorme sull’Inter e un vantaggio grandissimo sulla Fiorentina (viste le rispettive partite ancora da giocare…).

Per prima cosa sgombrerei il campo dall’illazione che le contendenti stiano facendo a gara per non qualificarsi. Non esiste, non ci credo, non ha senso logico. Sarebbero troppo corte le ferie? O troppo lunghe le trasferte europee? O poco prestigioso il palcoscenico? E quindi i giocatori complotterebbero fra loro dicendosi “perdiamo così ci evitiamo tutto quanto sopra” per poi fare che? Trascorrere qualche giorno di più in vacanza con la moglie o con la fidanzata (ammesso che si abbiano) su una spiaggia e alla sera passeggiare in bermuda e ciabatte sul lungomare? No, non è questo.

Non sempre è necessario e utile guardare la realtà dal di dietro (ammesso che ci sia un di dietro), immaginarsi scenari occulti (ammesso che siano occulti), qui più semplicemente siamo di fronte ad una volata (volata?…) fra tre squadre che hanno limiti tecnici evidenti che emergono ancora di più a fine stagione e quindi vincono poco (o mai, come l’Inter) e male.

Il Milan continua ad avere una discreta organizzazione di gioco, una buona predisposizione al sacrificio, una certa coesione del gruppo, una società attiva e volenterosa che vuole entrare in Europa a tutti i costi per evidenti interessi commerciali, ma ha purtroppo risorse tecniche scadenti e per di più prossime all’esaurimento.

Fare un gol a qualsiasi squadra di serie A è diventata, per i rossoneri, col passare delle settimane, sempre più un’impresa titanica. Non dispone di bomber degni di questo nome, ha esterni senza feeling per il gol (a parte Suso che però è a fine batteria), centrocampisti che non segnano e non costruiscono, gli manca la presenza fondamentale di Bonaventura (se ci fosse stato almeno lui), una decina di giocatori che non faranno parte del prossimo Milan e dai quali per motivi tecnici e motivazionale non ricevi quasi più niente. In questa situazione, si sta consumando un’agonia che dovrebbe tuttavia portare verosimilmente e auspicabilmente a raggiungere un traguardo pur sempre di un certo prestigio e che manca da tre anni; tre anni di assenza dalle competizioni continentali sono per il Milan, calcisticamente parlando, un tempo da era geologica.

Non rimane che battere il Bologna domenica a San Siro in qualsiasi modo, senza scuse, con qualsiasi mezzo. Dovremo mettere un pallone, un santissimo pallone, una pallaccia sia pure brutta, sgonfia, sporca, cattiva in rete; uno in più dell’avversario ovviamente e chiudere finalmente quest’agonia calcistica con un sorriso.

Poi si dovrà ricostruire una squadra, ma questo sarà un altro capitolo.

Marco Bologna

Marco Bologna

Marco Bologna, agronomo a Firenze (di là d'Arno), ex calciatore di terza categoria, corse, letture, librerie, seguo il Milan h 24, sono cresciuto al Bar.
Marco Bologna