allianz.arenaNel mese di agosto, nel corso di un breve soggiorno a Monaco di Baviera, non ho potuto, essendo appassionato di calcio, non recarmi ad effettuare il tour dell’Allianz Arena, casa del Bayern Monaco.

Costruito con i contributi dei privati (Allianz Assicurazioni e case automobilistiche Tedesche) l’impianto è operativo dal 2005 ed è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, con le sole limitazioni date dagli orari degli impegni agonistici.

Si raggiunge con 10-12 minuti di metro dal centro di Monaco (Marienplatz) e si scende alla fermata di Frottmaning, apposta creata per l’ingresso allo stadio. Arrivati, il percorso obbligato per uscire dalla Stazione porta ad una enorme spianata asfaltata che dopo 5 minuti di passeggiata tranquilla conduce all’ingresso Sud. C’è anche l’ingresso Nord, in corrispondenza del parcheggio da 8000 posti auto.

Mentre ci si avvicina, si ha la sensazione di andare verso qualcosa di enorme. Ed in effetti, giunti all’ingresso, se ne ha la conferma. E’ veramente enorme. La recinzione è spoglia di alberi o altro che possa favorire lo scavalcamento o nascondere ogni tipo di oggetto. Superati i tornelli, si va in senso antiorario verso la zona servizi. Gli spazi di fuga sono grandi e dando uno sguardo all’interno, è ampio anche l’accesso alle tribune. Si arriva alla reception dove un sistema informatico ti informa in tempo reale degli orari dei tour in partenza, in inglese o tedesco, e dei biglietti ancora disponibili per ciascuno. Acquistato il biglietto, ci sia avvia ad uno dei cinque punti di raccolta, all’interno della birreria/ristorante grande come la mensa di una caserma, con tre punti di distribuzione di birra, panini, wurstel, carne e quant’altro e con i televisori attaccati alla parete che consentono di guardare le partite.

All’ora prevista, arriva un simpatico ragazzo che fa da guida. Si ha accesso ai blocchi/settori (ce ne sono oltre 350), e tutto l’anello è disseminato di altri punti di ristoro aperti durante l’incontro. Il tour inizia dalla curva alla sinistra della tribuna centrale dove si fa anche la prova “effetto acustico” tramite l’urlo da parte del gruppo di “GOL”. Successivamente si visita la tribuna stampa e la tribuna centrale. Il colpo d’occhio è stupendo e da qualunque parte ci si siede, la visione della partita è totale e gratificante. Si passa poi alla zona-mista, la sala per le conferenze stampa (divisa da un separé da un altro ristorante riservato). Poi si scende verso l’area tecnica: spogliatoi, locale massaggi, bagni, fisioterapia, palestra. Dulcis in fundo, si arriva alla scaletta che conduce al campo. La guida fa mettere il gruppo in fila per due e le scalette si scendono al suono della sigla della Champions League. Mi viene da piangere.

Il tour si conclude con la visita all’area di accesso di pullman e auto dei giocatori e dirigenti. Conclusione: è uno stadio per le famiglie e per i tifosi, fatto per aggregare ed avvicinare (e non allontanare) le persone dal calcio. Funziona da 10 anni ed è un esempio di efficienza tutta tedesca. Questo mentre in Italia, a Milano e non solo, si discute dell’aria fritta e si tenta di mettere d’accordo Governo ed opposizione, Enti locali con i rispettivi Uffici tecnici, Lega Ambiente, CONI, Sovrintendenza alle Belle Arti, Prefetto e Questore, e l’immancabile Comitato di Quartiere contrario a tutto.

VERGOGNA!! VERGOGNA!! VERGOGNA!!

Se la 5^ della Bundesliga fa tre gol alla 3^ della Serie A è anche per questo. Strutture e organizzazione: i tedeschi sono avanti anni luce e chissà se li raggiungeremo mai.

Per quanto riguarda noi tifosi rossoneri, invece di dividerci su Balotelli si o no, fare polemica su Mihajlovic ex Interista e sul costo di Bertolacci, dovremo essere tutti uniti e premere per avere anche noi, e presto, una struttura del genere, che crea profitto, dà lavoro e consente investimenti. Portello, Fiera o altro, che si sbrighino e decidano.

Il Bayern ha rinnovato al rialzo, per ulteriori 5 anni, il contratto con Deutsche Telekom dalla quale riceverà 200 milioni in totale e consentirà agli spettatori di usufruire del WI-FI gratuito durante gli incontri. Poi leggi la formazione del Bayern e allora tante cose ti sembrano naturali.

Gente, capito come funziona?

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utiledescrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio