Il pareggio casalingo contro l’AEK Atene fa seguito alle tre sconfitte di campionato e non aiuta a sollevare il morale di una squadra intimorita e priva di idee. Mirabelli nel pre-partita appare teso e le sue parole pesano come un macigno sulle spalle del mister: “E’ Montella a dover disegnare la squadra. Sappiamo che non era facile, è un momento non positivo. Siamo consapevoli di avere un grande gruppo, con giocatori giovani e forti. Dobbiamo trovare questa quadra di squadra per non perdere terreno.” Il DS rossonero poi ammette, a proposito della fiducia all’allenatore: “Ognuno di noi ha un tempo. Ce l’ha Montella, ma anch’io e molti altri. Sapevamo i rischi del caso.”

Poi dalle parole ai fatti: al termine di un primo tempo scialbo e senza conclusioni degne di nota, Mirabelli scende a bordo campo, per seguire la seconda frazione di gioco sul palco in prossimità della panchina, scuro in volto. Una mossa per mettere pressione al mister o, al contrario, manifestargli supporto totale ? Alla vigilia di un trittico di campionato che terminerà col match contro la Juve, la posizione di Montella appare traballante. Secondo alcune indiscrezioni la dirigenza, nella figura di Mirabelli, vorrebbe dapprima tutelare il proprio operato valutando concretamente l’ipotesi di scaricare l’allenatore se i risultati non arriveranno al più presto. Nonostante l’intesa tra il binomio dirigenziale ed il mister sembrasse essere totale e solida, come lo stesso Montella aveva dichiarato in più circostanze.

Evidentemente adesso qualcuno si sente sul banco degli imputati se è pur vero che dopo un mercato estivo da 240 milioni di euro, accompagnato da proclami, eventi social e locandine, gli unici giocatori imprescindibili sono ancora i “vecchi” Suso e Bonaventura. A fine gara Montella, interpellato sulle parole del DS nel pre-partita dichiarerà: “Le parole di Mirabelli? Non sono d’accordo con lui. Chiedo a società e tifosi di starci vicino.” Richiesta vana: la distanza che separa società ed allenatore appare sempre più siderale.

Stefano Iardella

Stefano Iardella

Stefano Iardella, ricercatore informatico affetto dal tarlo del Milan. Scettico per vocazione, amante del genio e dell'estetica. Lunatico e scorbutico a giorni alterni. Per accantonare le sconfitte rossonere... mi piace cullarmi con le magie di Van Basten e Savicevic.
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