La notizia è ufficiale da oltre un giorno: Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore del Milan e prende il posto di un ormai esautorato Montella, incapace persino di sorprendersi per un esonero che verosimilmente accarezzava da tempo. Le tempistiche sono strane e fanno capire quanto la società non credesse più nel suo allenatore. E’ lecito quindi ammettere che sarebbe stato opportuno anticipare l’esonero, magari in coincidenza della sosta per il playoff di Russia 2018, quando il nuovo allenatore avrebbe avuto il tempo per trasmettere le proprie idee alla squadra e recuperare una stagione non ancora del tutto compromessa. Le cose sono andate diversamente.

Il pareggio contro il Torino e quello che ne è conseguito, anche a livello mediatico, con le sorprendenti frasi di Montella (“non siamo distanti dal quarto posto”), hanno fatto traboccare il vaso, cosicchè Fassone e Mirabelli, nella nottata del post-gara, hanno deciso di affidarsi a Gennaro Gattuso e al suo vice Gigi Riccio, promuovendoli direttamente dalla Primavera, attualmente al terzo posto in classifica.

All’ex giocatore rossonero è affidato un compito arduo: portare a termine una stagione difficile, partendo da una classifica di campionato assai deficitaria, in bagarre solo per la qualificazione in Europa League ed un cammino europeo non propriamente ben augurante. Prima ancora dei risultati e del gioco il mister dovrà entrare in sintonia con la squadra, sicuramente scossa per l’esonero dell’allenatore nel quale sembrava avere piena fiducia. In questo Gattuso dovrà agire rapidamente e senza indugi: non ci sono più margini di manovra, se è vero che il Milan si trova al settimo posto in classifica, distante ben 9 punti dalla Lazio al quinto posto (coi laziali che assieme a Roma e Sampdoria devono recuperare una partita).

Le prossime partite di campionato (Contro Benevento, Bologna e Verona) possono potenzialmente migliorare la posizione di classifica, ma per questo sarà necessaria la totale collaborazione di tutti i giocatori in campo.

L’augurio è quello che in breve tempo si possano finalmente avere un gioco di squadra, un assetto difensivo coerente, un centrocampo equilibrato ed un attacco capace di smarcarsi in maniera coordinata e manovrare in profondità, evitando l’inutile possesso palla per linee orizzontali.

A Vincenzo Montella facciamo un grosso in bocca al lupo, ringraziandolo per l’inaspettata Supercoppa Italiana vinta contro la squadra di Torino e complimentandoci per lo stile con il quale ha commentato l’esonero: “Allenare il Milan è stato un onore, lavorare con questo gruppo ancor di più. Ringrazio i tifosi per il loro sostegno, Fassone e Mirabelli per l’opportunità e il mio staff che mi ha supportato in ogni momento. Auguro a Rino di riportare il Milan dove merita ”.

A Gattuso possiamo soltanto recapitare un appello accorato: ridacci il vero Milan, Ringhio !

Stefano Iardella

Stefano Iardella

Stefano Iardella, ricercatore informatico affetto dal tarlo del Milan. Scettico per vocazione, amante del genio e dell'estetica. Lunatico e scorbutico a giorni alterni. Per accantonare le sconfitte rossonere... mi piace cullarmi con le magie di Van Basten e Savicevic.
Stefano Iardella