Aprile dolce dormire. Le pagelle di un Milan senza più grinta e tensione

 DONNARUMMA S.V.: non può nulla quando Iemmello gli si para dinanzi al minuto 29. Prima aveva rimediato in extremis ad un retropassaggio insensato di Ricardo Rodríguez. Al minuto 65 vede il pallone sfilare di poco a lato.

CALABRIA S.V.: orfano di Suso non se ne hanno notizie sino al minuto 28 quando effettua un cross. Al minuto 41 poi tira fuori. Qualche errore di troppo in appoggio. Resuscita nella ripresa con l’ingresso dello spagnolo.

BONUCCI S.V.: fa tutto Zapata e lui è d’accordo. Tenta senza successo di spingere l’azione. Tiene in gioco Iemmello sull’azione del gol.

ZAPATA S.V.: preciso nelle chiusure e negli appoggi. Fa valere il fisico che è tanto. Perché non abbia sempre giocato così è un mistero.

RICARDO RODRIGUEZ S.V.: impegna severamente Donnarumma con il consueto retropassaggio. Mancando i cross di Calabria prova lui in questo fondamentale però con poca qualità.

BORINI S.V.: fa l’esterno da 4-4-2 in modo da piazzarsi sulla linea dell’out ed impedire le salite di Calabria e non è quello che serve.

KESSIE S.V.: altro orfano di Suso. Sembra inibito. Trova più spazio nella ripresa e al minuto 60 becca in pieno la traversa.

BIGLIA S.V.: prova la soluzione in mischia al minuto 42. Esce anzitempo per un colpo ai reni. Meno peggio di altri.

BONAVENTURA S.V.: lui è quello che non si arrende mail Impegna Puggioni al minuto 42 e 43. Tira al minuto 63 e poi (purtroppo centrale) al minuto 70. Inesauribile.

CUTRONE S.V.: irruento ma impreciso. Tiraccio alto al minuto 33 mentre al minuto 36 è di poco alto. Un mese fa la capocciata al minuto 72 sarebbe andata dentro: adesso invece va a sbattere sulle gambe di Puggioni. Capita, ha 18 anni ed ha già fatto tanto. Ancora debole di testa al minuto 84.

ANDRE’ SILVA S.V.: ritorna oggetto misterioso e fuori dal gioco. Al minuto 4 nell’area piccola colpisce l’aria.

SUSO S.V.: tenuto inizialmente in panchina viene richiamato a furor di popolo nella ripresa. Da lì cominciano a vedersi i movimenti e i cross specialità della casa, purtroppo non finalizzati (come Cutrone al minuto 72). Di suo, tira alto al minuto 73.

KALINIC S.V.: soffice come un ciambellone appena sfornato.

LOCATELLI S.V.: almeno ci mette l’anima e si becca un giallo.

GATTUSO S.V.: è diviso tra l’esigenza di far riposare Suso e allo stesso tempo disbrigare la pratica Benevento. Non gli riesce né l’uno né l’altro. La mancanza anche di Calhanoglu suggerirebbe di tornare almeno per una sera alle due punte con Bonaventura trequartista e invece niente. Altre volte il 4-4-2 si era dimostrato efficace ma in fase di contenimento perciò contro un avversario che attaccava. Stasera era il contrario, ma non è il caso di prendersela più di tanto. I Sanniti ci sfilano 4 punti su 6 ma non ci faranno nulla mentre noi, un giorno, potremo raccontare ai nostri nipoti di aver visto il Benevento vincere a San Siro. Il momento magico si spegne al momento della respinta di gambe di Puggioni sulla capocciata di Cutrone. Forse lo svanire della prospettiva Champions League ha fatto mancare progressivamente grinta, motivazione ed ha abbassato la tensione. A questo punto della stagione la differenza non la fanno i sistemi di gioco ma gli uomini che li interpretano e ho modo di ritenere che ormai si viva e si pensi solo in funzione della finale del 9 maggio. E credo anche che l’ipotesi dei preliminari di Europa League per il secondo anno consecutivo non interessi a nessuno…

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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