swedenibrahimovicsveziaGiocata, combattuta e vinta la sfida con la Svezia. L’ha decisa un oriundo, Eder, che fino al minuto 87 ci faceva solo venire la rabbia circa il motivo che portava Antonio Conte a tenerlo ancora sul rettangolo di gioco. Sembrava l’ ennesima deludente prestazione dell’attaccante nerazzurro e invece no, a pochi minuti dal termine l’italo-brasiliano ha tirato fuori dal cilindro un gol di pregevolissima fattura, dando ragione ancora una volta al tecnico della Nazionale Azzurra. In barba a tutte le aspettative negative insomma, l’Italia accede tranquillamente agli ottavi di finale, traguardo che pareva quasi utopistico fino a qualche settimana fa. Lo scetticismo è stato cancellato dalla gara col Belgio ed ora pare che il feeling tra l’Italia e i suoi sostenitori sia giustamente tornato. Non è una nazionale bella da vedere, ma sicuramente coriacea e combattiva, proprio come il suo allenatore, che sembra essere diventato una star, incondizionatamente amata dai tifosi.

In una squadra orfana di stelle sul campo, per la prima volta forse, l’uomo copertina è proprio lui, Antonio Conte. Non dimentichiamo inoltre che questa vittoria sulla Svezia, ha di fatto vendicato il pareggio con la Danimarca di 12 anni fa. Quella corsa felice e spensierata di Antonio Cassano a seguito del suo gol in girata, venne interrotta dallo sguardo attonito della panchina azzurra. Resta senza dubbio uno dei più brutti ricordi degli ultimi anni azzurri. Ma ieri quel famoso biscotto è stato finalmente digerito.

Simone Satra

Simone Satra

Simone, mass-mediologo appassionato di calcio, teatro, cinema e politica. Milanista da sempre per proseguire la tradizione famigliare. Cresciuto a Tele+ e Andriy Shevchenko, ricorda come se fosse ieri capitan Maldini che, durante la notte di Manchester del 28 maggio 2003, alza la prima Champions League. Oggi si accontenta di vedere Riccardo Montolivo capitano. simone.satragno@hotmail.it
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