Finora, complici sia un rientro dall’infortunio più problematico del previsto che un momento difficile per tutta la squadra, Jack Bonaventura non è riuscito ad esprimersi ai suoi soliti livelli. Negli anni precedenti è sempre stato uno dei pochi a salvarsi, a dimostrare di essere veramente un giocatore degno di indossare la maglia rossonera. Lo scorso anno, dopo il suo infortunio al Friuli contro l’Udinese, il Milan ha avuto un vistoso calo sia a livello di risultato che di gioco.

Bonaventura è un giocatore completo, dotato di tecnica, corsa e animo, capace allo stesso tempo sia di difendere che di attaccare, abile sia in fase di copertura che di spinta, capace di inserirsi e di trovare spesso la via del goal. Oltre a questo il centrocampista ex Atalanta è un ragazzo molto serio e determinato, mai una parola fuori posto, un pettegolezzo sul suo conto o protagonista per futili motivi (da ricordare invece lo scorso anno il goal dedicato alle vittime del terremoto nelle Marche di dove è originario). Tutto questo si può riassumere con una sola parola ossia Bonaventura, un vero uomo, quel leader silenzioso che tutti gli allenatori vorrebbero avere nella propria squadra.

La sua mancanza in campo si sente molto e il Milan per battere l’Inter, vincere il derby e riprendersi dal brutto momento che sta attraversando, ha bisogno del suo vero Jack, un giocatore capace di spostare gli equilibri pur senza clamori. Certo il cambiamento di modulo eseguito da Montella ultimamente non ha certo favorito il centrocampista marchigiano che predilige giocare come esterno d’attacco in un 4-3-3, ma, anche in questo 3-5-2, Bonaventura può recitare un ruolo di prim’ordine come interno di centrocampo.

Complice anche la squalifica di Calhanoglu, domani Jack sarà sicuramente titolare e, per conquistare l’intera posta in palio, abbiamo bisogno proprio della sua migliore versione, abbiamo bisogno del vero Giacomo Bonaventura!

Zuma

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Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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