Qualche giorno fa il nostro ex “Capitano” ha ammesso in un’intervista che il trasferimento al Milan è stato un errore commesso a seguito di una decisione frettolosa e dettata dall’istinto. Per carità, tutti possono sbagliare e poi comprendere a posteriori che quella scelta, quella decisione è stata un errore, dopotutto nessuno è infallibile. Credo però che Bonucci avrebbe potuto risparmiarsi quella frase, perlomeno per rispetto nei confronti di tutti quei tifosi che per un anno lo hanno sostenuto ed acclamato, oltre al fatto di essere stato capitano (a mio avviso un errore di Fassone e Mirabelli) e quindi uomo simbolo rossonero.

Leonardo è arrivato al Milan a seguito di un periodo difficile vissuto durante gli ultimi mesi con la maglia bianconera. I litigi con Allegri, l’ennesima finale di Champions League persa malamente con il Real Madrid, i presunti dissidi all’interno dello spogliatoio sono tutti elementi che hanno deteriorato il rapporto tra il difensore e la Juventus, portandolo al clamoroso cambio di maglia. Quando si apprese la notizia del suo trasferimento in rossonero, Leo fu letteralmente scaricato dai suoi ex tifosi.

L’annata passata al Milan non è stata certo esaltante per diversi motivi. Sicuramente il caos societario, il cambio di allenatore, la rosa giovane ed inesperta hanno portato a risultati poco più che discreti, ben altro rispetto a quello che tutti si aspettavano. Personalmente però ritengo che Bonucci non sia stato quel punto di riferimento, quella bandiera su cui tutti puntavano. Ho sempre visto in campo prestazioni poco più che sufficienti, a volte anche non all’altezza, specie per uno che viene considerato uno dei migliori centrali al mondo. Credo che da 40 milioni di investimento a cui vanno sommati 7,5 milioni di euro annui (più premi) come stipendio ci si aspetti ben altro. Baresi, Maldini, Nesta, Thiago Silva, questi sì che in maglia rossonera sono stati DIFENSORI.

Ricordo ancora il suo goal allo Stadium con esultanza annessa, ma poi cosa succede? Arriva l’estate, il futuro del Milan è molto incerto, non si sa chi sarà il proprietario, si è esclusi dalle competizioni europee e in questo contesto iniziano a circolare le voci che Bonucci voglia andarsene, che voglia chiudere la sua breve esperienza milanista, che è attratto nuovamente dal bianconero, etc.

Così, dopo alcuni giorni, il Milan passa da a Singer, Fassone e Mirabelli vengono defenestrati, arriva Leonardo al loro posto e, nel giro di poco, Bonucci ritorna alla Juve e Caldara passa al Milan. Leo torna a Torino riducendosi anche lo stipendio. “Bene ma non Benissimo” canterebbe Shade (tra l’altro grande tifoso bianconero).

Comunque è andata così, ognuno per la sua strada come giusto che sia, il Milan sarà stato un errore per Leo, come Leo lo è stato per il Milan che non ha trovato quel giocatore che sperava di trovare e sul quale ha investito molto.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.

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