Vincenzo-Montella-Fiorentina-e1359663466378Altro nome ritenuto “caldo” per la sostituzione di Inzaghi è quello di Vincenzo Montella. Sul Montella calciatore (l’aeroplanino) si sa già tutto. Vale la pena di inquadrarlo meglio sotto l’aspetto del suo credo calcistico. La gestione Montella comincia dopo il disastroso campionato 2011-2012; in quella stagione la Fiorentina si salvò solo alla penultima giornata vincendo lo scontro salvezza a Lecce per 1-0 con gol di Cerci. In panchina c’era Vincenzo Guerini, richiamato dopo la famosa aggressione di Delio Rossi ad Adem Ljajić.

In estate la dirigenza rivoluzionò la squadra, con dei colpi di mercato importanti, come l’acquisto di Borja Valero e Gonzalo Rodríguez. Alla guida di questo folto gruppo di nuovi giocatori viene messo proprio Vincenzo Montella, reduce da un’ottima stagione a Catania. La stagione che seguirà si rivela sorprendente oltre ogni previsione, con la Fiorentina che giunge quarta sfiorando i preliminari di Champions League. Nuovi avvicendamenti in attacco: si punta sul talento di Giuseppe Rossi (preso a gennaio dell’anno precedente), su Joaquin, Ilicić e soprattutto Mario Gomez, ex stella del Bayern Monaco.

Il gioco di questa nuova creatura viola si baserà sul possesso della sfera, il palleggio prolungato e il gioco palla a terra. Le azioni partono spesso dalle retrovie. Sia schierando la difesa a 3 che schierando la difesa a 4, i difensori si aprono molto e si distanziano il più possibile tra loro in modo da rendere difficoltosa la pressione avversaria. 

Fondamentale il contributo di Gonzalo Rodríguez. Nella difesa a 3 gioca centrale tra gli altri due difensori; nella linea di 4 occupa generalmente il ruolo di centrale di destra. L’argentino dispone di buoni piedi e ottima lettura delle fasi di gioco e non di rado sa come proporsi in zona gol: da quando è arrivato a Firenze è sempre fra i migliori marcatori viola. Importantissimo anche il ruolo di David Pizarro, mediano di qualità, a volte sostituito da Alberto Aquilani, tutta gente che coi piedi ci sa fare. Sia Aquilani, che Borja Valero, che Mati Fernández sono capaci di innescare la manovra offensiva ricevendo bassi e giocando quindi il pallone in avanti. 

Una squadra insomma che ha come obiettivo primario il mantenimento del pallone e il raggiungimento dell’area di rigore in maniera compatta, con tanti uomini in grado di arrivare quasi davanti al portiere. Qualcosa che ricorda molto il calcio spagnolo e non è certo un caso che il giocatore chiave del gioco di Montella sia Borja Valero, da cui parte di solito la manovra offensiva. Un gioco che necessita di elementi tecnici, di assoluta qualità e che siano in grado di dare del tu al pallone. Giocatori che nel Milan attuale si contano sulle dita di una mano.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utiledescrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio