Il 28 Giugno 2016 l’A.C. Milan annuncia l’ingaggio di Vincenzo (18/6/1974 Pomigliano d’Arco – Napoli) quale allenatore del Milan per il biennio successivo.

I primi giorni di Luglio, con una Società impegnata a inviare e ricevere documenti con la Cina, studi legali che impostano contratti di cessione delle quote, acquirenti e finanziatori che compaiono e scompaiono, advisers, banche, garanzie, caparre, ecc., Montella entra dentro Milanello per visitare le strutture del centro tecnico di Carnago; il cerimoniale è ridotto al minimo. Il fastidio che da sempre gli allenatori hanno causato al Presidente stavolta è diventato un sincero disinteresse.

Ad onor del vero Galliani lo avrebbe portato al Milan anche l’anno prima o quello prima ancora, se non fosse stato per la clausola rescissoria da 5 milioni di euro che la Fiorentina esigeva per lasciarlo partire.

Con queste premesse, in un ambiente mortificato dagli ultimi campionati, una depressione strisciante, scarse prospettive immediate, ci voleva un uomo dalla personalità ben strutturata sotto il profilo psicologico e che avesse una forte auto stima, per assumere con fiducia un incarico ad alto tasso di rischio professionale.

Oggi, dopo 9 mesi di lavoro non si può non confermare, ma non avevamo dubbi, che ingaggiare l’aeroplanino si è rivelata una delle poche, anzi pochissime scelte azzeccate dell’ultimo quinquennio milanista (dagli ingaggi di Allegri, Ibra e Tiago Silva per intendersi, anno 2010). Il Milan pur con i limiti tecnici che ha (acuiti dall’infortunio del suo miglior giocatore, Bonaventura, fuori per metà campionato), è tuttavia diventata una squadra compatta, ben organizzata, combattiva e tutto ciò è la conseguenza del lavoro tattico, tecnico fisico e mentale svolto dal nostro Vincenzo Montella allenatore intelligente, scaltro, preparato, educato e giustamente ambizioso.

Ci sembra cosa giusta e doverosa ricordare che è stata battuta la Juventus stra meritatamente nella finale di Supercoppa Italiana a Doha esclusivamente sul piano dell’organizzazione in campo e della preparazione della partita, dal momento che sul valore tecnico dei giocatori non ci poteva essere storia.

Vedere i giocatori bianconeri piangere a fine partita quando gli infilano al collo la medaglia dei secondi ci ha riempito il cuore.

Il 14 Aprile la nuova proprietà tramite l’A.D. Marco Fassone ha di fatto confermato il prosieguo del rapporto con il nostro allenatore e di questo gliene rendiamo subito merito.

Ora però diamogli 5-6 giocatori di alto livello, facciamogli una grande squadra!

Se a Torino vinceranno la CL, e secondo me la vinceranno, Allegri li saluterà da vincente e, siatene certi, sferreranno l’attacco a Montella perché il primo nome della loro lista è LUI.

Marco Bologna

Marco Bologna

Marco Bologna, agronomo a Firenze (di là d'Arno), ex calciatore di terza categoria, corse, letture, librerie, seguo il Milan h 24, sono cresciuto al Bar.
Marco Bologna