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BUFFON

Voto 6,5 – il ninja Michelangelo scalda i muscoli su Nainngolan, poi si limita ad osservare il fumo prodotto dai belgi lasciando al collega Curtois la scena. Lukaku lo spaventa, ma non per colpa sua e infatti butta giù qualche smadonnone. Di lì in poi, sbroglia solo qualche situazione difficile ma nulla più.

BARZAGLI

Voto 6,5 – il ninja Raffaello ci mette la presenza e l’esperienza, non per nulla è uno dei reduci di Berlino. Preciso e puntuale.

BONUCCI

Voto 7 – aver osservato per tanti anni Pirlo dirigere ed organizzare la manovra ha dato i suoi frutti. Conte gli affida una sorta di regia arretrata ed il ninja Leonardo lo ripaga alla grande. Sfrutta la libertà che gli stupidi belgi gli concedono e quando se ne accorgono è ormai troppo tardi (per loro).

CHIELLINI

Voto 6 – il ninja Tiziano porta in silenzio mattoni e la calce per costruire il muro tricolore. Si concede qualche sgroppata in avanti e su una di queste, rinculando all’indietro, si becca un giallo evitabile che gli vale mezzo punto.

CANDREVA

Voto 7 – gioca calpestando la linea laterale per allargare la difesa avversaria, sacrificandosi anche in copertura senza fiatare, ma quando si accende diventa un problema (per gli altri). Nella ricorrenza di Sant’Antonio, festeggia sé stesso servendo a Pellè la palla del raddoppio.

PAROLO

Voto 6 – corre dietro a tutti e, pur senza incantare, fa il suo.

DE ROSSI

Voto 6,5 – il vecchio saggio sembra guardare tutti dall’alto del suo rifugio in cima alla montagna. Anche lui è un reduce di Berlino ed evidentemente non possono essere questi belgi a fargli perdere il sonno. Si piazza davanti alla difesa a fare lo specchietto per le allodole consentendo così a Bonucci di costruire il gioco.

GIACCHERINI

Voto 7– moto perpetuo. Si inserisce alla perfezione sul fendente di Bonucci ma lo stop del pallone è un capolavoro : la palla si incolla al piede e gli consente di metterla nel sacco. Fosse brasiliano o argentino varrebbe come Pogba. Si fa valere anche in copertura salvando un gol fatto.

DARMIAN

Voto 5,5 – usufruisce di molto spazio vitale. Forse incredulo di tanta fortuna, non ne approfitta come potrebbe e dovrebbe.

PELLE’

Voto 7 – prima mette fuori una palla che tutti avevano visto dentro. Poi prende la mira e solo un miracolo di Curtois gli nega la rete. Al terzo tentativo, memore dei due precedenti, mena una botta di destro, così, per essere sicuro di non sbagliare. Lotta su tutti i palloni con le movenze di un wrestler di professione. Non è il mio ideale di attaccante, ma a centravanti invertiti, non so se avremmo vinto.

EDER

Voto 5 – corre e si impegna, ma la porta non la vede. E per un attaccante è grave.

DE SCIGLIO

Voto 6 – entra per il timoroso Darmian. Presidia la fascia senza rischiare più di tanto.

IMMOBILE

Voto 6entra per Eder e fornisce energia e soluzioni offensive. Corre che sembra come il pifferaio di Hamelin e solo la paratona Curtois gli nega la gioia della rete. Ciro a’ papà c’è, e ci sarà.

THIAGO MOTTA

S.V. – entra per partecipare alla festa.

CONTE

Voto 7,5uno dei migliori esordi di una nazionale in una competizione internazionale, a livello di Italia – Francia del 1978 o Italia – Ghana del 2006. Consapevole di avere un deficit costruttivo in mezzo al campo per le note assenze, presenta una squadra di pitbull affamati. Parte con un 3-5-2 che si trasforma in un 5-3-2, dove il recupero e la ripartenza sono il Vangelo secondo Antonio. Il primo riesce spesso, la seconda un po’ meno. Il gruppo però sembra di granito e l’organizzazione tattica è perfetta. Se la condizione atletica resterà costante e la gestione del potenziale sarà oculata, giocare contro di noi sarà un bel guaio per tutti. Vedremo adesso contro squadre che, a differenza dei belgi, non amano fare la partita quali soluzioni tirerà fuori dal cappello. Intanto, chapeau.

 

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utiledescrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio