Il matrimonio tra Milan e Donnarumma non s’ha da fare: è questa la sentenza emessa da mister Carmine Raiola. L’incontro tra l’agente del calciatore e la dirigenza rossonera è durato all’incirca 45 minuti ed ha portato alla definitiva rottura tra il club e Donnarumma, con quest’ultimo che non rinnoverà il proprio contratto in scadenza 2018.

Su di lui sembrano aleggiare l’interesse del Real Madrid di Perez, con un potenziale ingaggio da 6 Milioni + bonus all’anno, e quello della Juventus, che guarda caso ha incontrato lo stesso Mino Raiola poco prima che questi si presentasse a Casa Milan per porre la parola fine alla trattativa di rinnovo. Fassone e Mirabelli si sarebbero spinti sino a 5 Milioni netti per 4 anni, offerta senza precedenti per un calciatore appena diciottenne, ma non per questo ritenuta soddisfacente dal portiere e (soprattutto) dal suo agente. Appare così difficile imputare qualche responsabilità ad una proprietà insediatasi da poco in cabina di regia, che si è ritrovata obtorto collo una tale patata bollente tra le mani. L’offerta al giocatore è stata fatta in tempi non sospetti, in quel di Montecarlo, e al tempo stesso i dirigenti hanno portato avanti una campagna acquisti consistente, proprio per mostrare la voglia di riportare la squadra ad alti livelli.

Se la decisione di rifiutare il rinnovo sia prettamente economica o influenzata da valutazioni di tipo tecnico e prospettiva futura ancora non è chiaro. Tuttavia è tempo di voltar pagina e pensare a chi indosserà i panni del portiere titolare nella prossima stagione. I possibili sostituti sbocciano come viole a primavera: Neto, Sirigu, Reina, Meret… o magari il giovane Plizzari, proveniente dal settore giovanile e candidato già da tempo ad essere l’erede di Donnarumma. In fin dei conti questo è un aspetto che appare al momento secondario rispetto alla vera domanda sulle conseguenze del mancato rinnovo: cessione immediata del giocatore o panchina/tribuna per un’intera stagione ?

Stefano Iardella

Stefano Iardella

Stefano Iardella, ricercatore informatico affetto dal tarlo del Milan. Scettico per vocazione, amante del genio e dell'estetica. Lunatico e scorbutico a giorni alterni. Per accantonare le sconfitte rossonere... mi piace cullarmi con le magie di Van Basten e Savicevic.
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