Reina 6: Non viene mai seriamente impegnato nel corso dei 90 minuti. Più sicuro di Donnarumma nelle uscite palla al piede e ben presente in quelle alte. Fa valere la sua esperienza “cazziando” il centrocampo all’ennesima dormita difensiva. Forse meriterebbe più spazio.

Abate 3: Riesce a passare la palla indietro anche contro una squadra di dilettanti. Una sciagura in difesa, una pena in attacco. Almeno una volta correva. Ci si domanda come possa aver fatto una carriera al Milan; Conti torna presto.

Caldara e Romagnoli s.v.: Non sono mai stati chiamati in causa seriamente.

Laxalt 6: Uno dei pochi che danno segni di vita ma giocare questa sera era veramente difficile. Al Genoa è sempre stato una saetta, speriamo che non si adatti ai ritmi che hanno contraddistinto la fascia sinistra rossonera degli ultimi anni.

Bakayoko 5: Ha le scusanti dell’ambientamento e dei compagni di reparto non all’altezza, ma appare un po’ confuso tatticamente e mediocre tecnicamente. Speriamo sia una questione di forma, ma per il momento ricorda in maniera preoccupante Kondogbia versione interista.

Mauri 5: Parte bene con intensità ma alla lunga si spegne. Gioca consapevole che il campo lo vedrà ben poco durante l’anno e questo non lo aiuta. Prova a fare qualche lancio ma la qualità è poca: anche oggi ha dimostrato che su di lui non si può fare affidamento.

Bertolacci 4: Ci si accorge della sua presenza a circa metà secondo tempo. E gli avversari di lavoro non fanno i calciatori…

Castillejo 6: Uno dei più attivi, si vede che vuole giocarsi un posto da titolare. Rimane ancora però acerbo sia fisicamente che tatticamente. Sbaglia molti cross e palle da fermo ma è sempre nel vivo dell’azione. C’è del potenziale.

Borini 5: Se non fosse che si danna l’anima ogni volta che gioca sarebbe da 4. Non si nota la differenza di categoria con gli avversari. Tecnicamente in difficoltà, abbozza un maldestro tiro al volo e riesce a prendere un palo a porta spalancata.

Higuain 6: Predica nel deserto. È mortificante non vederlo mai servito come si deve e ridurlo a regista offensivo. Fortunato sul gol, impreciso in altre due ghiotte occasioni ma visto il contesto non ci sentiamo di farglielo pesare. Tra lui e i compagni c’è un abisso a cui urge porre rimedio se non vogliamo vederlo andare via, disperato, l’anno prossimo.

Kessiè 5: Entra svogliato come fosse un Clarence Seedorf che deve sporcarsi contro degli avversari non alla sua altezza. Dovrebbe dare ordine e dinamicità, si adegua invece subito all’andazzo generale di confusione. I colpi ce li ha, servirebbe un po’ più di umiltà e di senso tattico.

Chalanoglu 6: Deve rifarsi della pessima prestazione in campionato ed entra subito nel vivo del gioco con qualche break e accelerazione. Le sorti del Milan passeranno dai suoi piedi. Speriamo entri presto in forma e raddrizzi la mira dai calci piazzati.

Halilovic s.v.: Qualche briciolo di partita per l’oggetto misterioso dell’ultima sessione di mercato. Giusto il tempo di un tiro fermato forse con un braccio dall’avversario. Con questo Bertolacci forse merita qualche minuto in più.

Gattuso 4: Al Milan mancano schemi offensivi e mentalità. L’Estate è stata difficile ma è lecito aspettarsi qualcosa di più perché finora si è visto un gioco degno del peggior Montella. Dichiarazioni a fine partita imbarazzanti, speriamo che nello spogliatoio le analisi della partita siano state ben altre. Se non si fosse chiamato Gennaro Gattuso la sua testa sarebbe già stata reclamata dal popolo rossonero.

Gabri Shaka

Gabriele, 26 anni, milanista da due generazioni. Filosofo e neuroscienziato, amo il Milan dal '97, il primo anno che ho iniziato la raccolta dell'album Panini. I ricordi più belli sono il pallonetto di Inzaghi contro l'Ajax e le lacrime di gioia dopo la vittoria di Manchester. Amante dei numeri 10 ormai scomparsi, pugnalato al cuore quando da Rui Costa e Seedorf si è passati a Honda.