Domanda appositamente provocatoria. A voi Silvio mancherà oppure no? Siamo a poco meno di una settimana dal closing e, di conseguenza, a pochi giorni da un passaggio che definire epocale non è affatto un’esagerazione. Piaccia o non piaccia (e qui non vogliamo entrare in faccende politiche o di altro genere), Berlusconi ha cambiato la storia del calcio italiano.

Il 20 febbraio 1986, giorno in cui l’ex premier rilevò il Milan oramai precipitato in una grave crisi societaria e finanziaria, è una data da ricordare. Da quel momento in poi sappiamo tutti com’è andata, 31 anni in cui il Presidente ha vinto ben 29 trofei ed è riuscito, con parecchie sue invenzioni, a rivoluzionare, o perlomeno cambiare, il corso del calcio italiano. Come dimenticare la “scoperta” di Arrigo Sacchi, l’acquisto dei tre “olandesi”, le sue visite a Milanello in elicottero, i suoi “acquistoni” last minute, vedi ad esempio Nesta, Rui Costa, Ibrahimovic …. servendosi del braccio armato ( e fidato) Adriano Galliani.

Possiamo inoltre ricordare il tentativo di replicare un “Sacchi-bis” con la scelta di Clarence Seedorf come nuovo allenatore (esperimento poi fallito), le sue cene ad Arcore con gli allenatori, le tattiche dettate ai suoi tecnici votate ad un calcio fatto di possesso palla e attacco… Berlusconi non è stato un personaggio banale nel mondo del calcio; a volte è stato geniale, altre volte ingombrante, ma comunque ha lasciato qualcosa che tutti, per anni, si ricorderanno.

D’altronde il Milan è sempre stato un affare di cuore per lui perchè i colori rossoneri li ha sempre amati, nonostante il distacco degli ultimi anni. La sua avventura al timone del club sta per concludersi, del resto tutto ha un inizio e una fine. Ora siamo curiosi di scoprire quale ruolo avranno Silvio ed il “condor” Galliani dopo il 3 marzo, se ne avranno uno.

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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