seedorf10Se si guardassero esclusivamente i numeri, Clarence è stato un giocatore capace di vincere 21 trofei in tutta la sua carriera da professionista durata circa un ventennio. E’ stato in grado di vincere ben 4 Champions League con 3 squadre diverse (Ajax, Real Madrid e 2 con il Milan), di conquistare 6 titoli nazionali (2 con Ajax e Milan, 1 con Real Madrid e Botafogo) e di aggiudicarsi molteplici premi individuali (Talento dell’anno del campionato olandese, Miglior Giocatore Uefa, Miglior giocatore del Campionato Carioca etc.). Numericamente parlando Clarence è stato un qualcosa di “ ‘ccezionale” per dirla alla Sandro Piccinini. Ma come ci è arrivato il centrocampista olandese originario del Suriname a vincere tanto?

Seedorf è stato un prodigio fin da ragazzino tanto che debuttò con la maglia dell’Ajax a soli 16 anni, stagione ’92-’93, diventando il giocatore più giovane di sempre a debuttare con la maglia dei lanceri di Amsterdam. Nel giro di due anni e mezzo conquistò due scudetti e la sua prima Coppa Campioni, ottenuta sconfiggendo il Diavolo guidato da Fabio Capello grazie ad un goal di Kluivert, divenuto rossonero dopo qualche anno. Si, a 19 anni Seedorf aveva già vinto una Coppa Campioni da protagonista in campo.

Dopo un anno alla Sampdoria, il centrocampista olandese visse due altre stagioni da protagonista con la “camiseta blanca” del Real guidato da Capello. Anche in quest’occasione Clarence si aggiudicò l’accoppiata Campionato – Champions League.

Nel dicembre 1999 si trasferì a Milano, approdando sull’altra sponda del naviglio, vestendo quindi la maglia nerazzura. Qui giocò per due stagioni e mezza senza vincere nulla (sarà un caso?), fino a che, nell’estate del 2002, passò al Milan grazie ad uno scambio che portò Francesco Coco all’Inter come contropartita.

Le dieci stagioni vissute da Clarence con la maglia rossonera sono cosa nota a tutti, tutto quello che vinse pure. Le due Champions League vinte nel 2003 contro la Juventus e nel 2007 contro il Liverpool, oltre che i due campionati 2003/2004 e 2010/2011, sono ancora ben stampati nella memoria di ogni tifoso del Diavolo. Del resto goal come quelli segnati, ad esempio contro il Bayern Monaco all’Allianz Arena nei quarti di finale della Champions del 2007, o quello in semifinale contro il Manchester United in quel perentorio 3 a 0 che portò il Milan in finale, sono delle vere e proprie chicche che andrebbero viste e riviste.

Oltre alla tecnica Seedorf è stato sempre apprezzato per la propria intelligenza calcistica ed il proprio carisma, tanto che è stato spesso definito come un “secondo allenatore in campo”. Un certo Carlo Ancelotti, non uno qualsiasi insomma, lo chiamava spesso il “Professore” proprio per questi motivi.

Il centrocampista olandese è stato ed è un leader tanto che, nel gennaio del 2014, fu chiamato in fretta e furia dal presidente Berlusconi per sostituire l’esonerato Max Allegri e tentare di qualificarsi in Europa dopo i soli 22 punti conquistati dal tecnico livornese nel girone di andata. Clarence sedette sulla panchina milanista per tutto il girone di ritorno conquistando 35 punti, ma ciò non fu abbastanza per ottenere la qualificazione europea distante alla fine un solo punto. I rapporti non certo idilliaci con Adriano Galliani e con parte dello spogliatoio contribuirono al suo esonero e ai titoli di coda di una lunga storia d’amore durata quasi dodici anni, eccetto la parentesi di una stagione e mezza con la maglia del Botafogo.

Del resto gli amori possono finire, ma comunque rimangono parte della nostra vita e dei nostri ricordi. Clarence farà sempre parte di tutto questo.

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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