Colombia – Senegal 1-0

Al termine di un incontro bloccato e molto tattico, tra due squadre che si sono equivalse, passa la Colombia grazie ad una zuccata del suo difensore Yerri Mina. Recrimina giustamente il Senegal per un’azione che poteva essere decisiva ai fini del risultato finale, ma dovrebbe invece meditare sulla eccessiva tendenza alla gestione della partita e alla ricerca del pari. Le squadre partono con la difesa a 4. Nel Senegal Mane e Ismaila Sarr, due attaccanti, sono gli esterni di centrocampo.

La Colombia si affida all’estro dei suoi fantasisti (James Rodríguez, Cuadrado) confidando nell’efficacia dei calci piazzati. Colombia da subito molto imprecisa e timorosa: per il rischio di subire le ripartenze Senegalesi non si sbilancia con il risultato di non produrre alcun pericolo per la porta avversaria. Si gioca solo nella fascia centrale del campo, dove il Senegal si muove bene e mantiene la prevalenza nel possesso palla. Le squadre sono molto attente e ne deriva che le difese annullano gli attacchi. Al minuto 11 punizione dei 22 metri per la Colombia. Quintero tira e N’Diaye para in angolo che non ha esito. Il Senegal manifesta un certo predominio nel possesso palla. Al minuto 16 episodio controverso che poi si rivelerà decisivo. Cuadrado perde banalmente una palla a metà vampo scatenando la ripartenza Senegalese, sulla quale Mane si trova davanti ad Ospina e viene atterrato. L’arbitro inizialmente concede il penalty ma poi, a seguito di intervento del VAR, recede dalla sua decisione. Poteva essere rigore e cartellino gallo per Sanchez per fallo da ultimo uomo! Si va avanti.

Nel Senegal pare funzionare la coppia d’attacco Keita Balde-Niang, con l’ex milanista che svaria su tutto il fronte d’attacco. Minuto 24: Falcao su punizione di Quintero, mette di poco alto di testa. Minuto 26: Keita Balde, partito bene, tira dopo un’iniziativa in dribbling di Mane. Nella Colombia esce per problemi muscolari James Rodríguez ed entra Muriel (minuto 30) Il Senegal in questa fase tiene a distanza la Colombia. Gli Africani sono superiori fisicamente e vincono quasi tuti i contrasti, guadagnando molte punizioni. Gueye e Kuyate coprono molto bene la fascia centrale del campo. Nella Colombia invece sinora male Cuadrado sinora e Falcao poco servito. Al minuto 35 solita ripartenza di Mane, salito in cattedra nel condurre la squadra, che subisce l’ennesimo fallo. La punizione la tira Sane, alto. Si va all’intervallo sul nulla di fatto.

Ripresa. Si ricomincia sulla falsariga del primo tempo. Colombia all’attacco ma scarsamente incisiva, Senegal che punta alla gestione del risultato, puntando anche su qualche fallo in più per intimidire l’azione dei cafeteros. Ne fa le spese Niang ammonito al minuto 49. Cross di Uribe al minuto 55, che sfila tutta l’area Senegalese. Risponde Ismaila Sarr con una fuga e d un cross dalla destra molto insidioso che nessuno raccoglie. Al minuto 61 fallo sul solito inesauribile Mane. Dai 20 metri il tiro è però senza esito. La Colombia aspetta ancora un segno della presenza di Cuadrado. Al minuto 65 Muriel, che sembra aver dato all’attacco dei Colombiani una cerata pericolosità con le sue accelerazioni, ha una buona palla a seguito di una respinta in uscita da una mischia, tira d’istinto ma Koulibaly devia in angolo.

Intorno al minuto 70, il Senegal si abbassa pericolosamente e per il principio dei vasi comunicanti sale la Colombia che prende campo e spazio. Finalmente al minuto 73, Cuadrado si rende protagonista di un’iniziativa sulla destra, conquistando un calcio d’angolo. Sulla battuta del corner, svetta maestosa la testa di Yerri Mina che batta imparabilmente N’Diaye. Risposta rabbiosa ed immediata del Senegal: Niang (minuto 77) in area si libera, tira ma Ospina mette in angolo e sulla conseguente azione Ospina para su un maldestro quanto involontario colpo di tesa del compagno Mina. Al minuto 79 su cross dalla sinistra Ismaila Sarr mette fuori allargando troppo il piattone destro. Keita balde esce al minuto 80 per far posto a Konate. Un minuto dopo ancora Ismaila Sarr crossa da destra e la difesa respinge con un po’ d’affanno. Adesso è assedio Senegal e a al minuto 81 Ospina esce a valanga su Konate.

La Colombia tiene palla per spezzare il ritmo degli assalti avversari, ormai privi della necessaria lucidità, che non producono alcun effetto concreto. Al termine vince, pur senza grandi meriti, la Colombia e si porta a casa la testa del girone. In evidenza Quintero, bene Muriel per i suoi scatti e la vivacità tra i cafeteros, insieme al micidiale Yerri Mina. Il Senegal esce dalla competizione per il complicato computo dei cartellini, lasciando una buona impressione per l’applicazione e la organizzazione tattica, aspetti che sono sempre stati il tallone d’Achille delle squadre Africane. Insieme alla Colombia passano i Giapponesi.

I Gialli eliminano i Neri per aver preso meno gialli. Detta così fa già sorridere da sola.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.