Si sa, il calcio negli ultimi decenni ci ha abituato a sentire parlare di cifre spaventose, prima milioni di lire, poi miliardi e poi nuovamente milioni (ma di euro). Numeri spesso folli, sia per quanto riguarda gli stipendi dei calciatori, sia per il costo dei loro cartellini. Ricordiamo il trasferimento record avvenuto lo scorso anno con il passaggio (anzi, un ritorno) di Pogba dalla Juventus al Manchester United per una cifra superiore ai 100 milioni di euro.

Lo stipendio più alto non si sa chi lo percepisca, in Europa probabilmente uno tra Messi e Ronaldo, mentre nel resto del mondo pare essere Tevez il giocatore più pagato, avendo strappato un ingaggio da 38 milioni l’anno. Da questo punto di vista il calcio è un qualcosa di malato, su questo non c’è dubbio. Si sta infatti avendo un’escalation dei costi davvero sorprendente e, al tempo stesso, preoccupante. Gli stipendi ed i costi della vita reale, quella di noi tifosi per intenderci, non hanno avuto un tasso di crescita così elevato, anzi, gli stipendi sono anche diminuiti (e i 6 milioni di euro annui dati ad un diciottenne di belle speranze devono, perlomeno, far riflettere).

Analizzando la campagna acquisti rossonera, troviamo che molti degli acquisti di questa stagione, buoni giocatori, ma non certo (ancora) fenomeni, si piazzano nella top ten degli acquisti più onerosi di sempre del Milan. Basti pensare, ad esempio, ai 38 milioni di euro spesi per Andre Silva, ai 28 per Kessie o ai 25 potenziali per Calhanoglu. Qualche anno fa con cifre simili compravamo Rui Costa (oggi sarebbero 42 milioni), Nesta (30), Ibrahimovic (24-25).Ora, per comprare giocatori in grado di spostare da soli gli equilibri, servono almeno 70-80 milioni, praticamente il doppio se non il triplo rispetto alle stagioni passate.

Da tifosi milanisti non ci resta che sperare che i buoni acquisti fatti dal duo FassoneMirabelli a prezzi divenuti oramai normali diventino giocatori con valutazioni a 3 cifre (del resto Belotti valutato 100 milioni, Mbappè 120-130 per quello che potrebbe diventare il trasferimento più costoso della storia, ad un solo anno da Pogba). Ma del resto, si sa, i record sono destinati a cadere!

Zuma

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Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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