conteantonioTerminati i gironi cosiddetti all’Italiana, l’Europeo mostra il suo volto più interessante con le partite ad eliminazione diretta. Non si specula più, non si fanno calcoli. Sotto a chi tocca. Unanime è stata la meraviglia per un tabellone sbilanciato tutto da una parte. A sinistra, il nuovo che avanza, a destra l’aristocrazia continentale. Ma è proprio così? In realtà, sono sempre le squadre che determinano il loro destino e non il contrario.

Chi immaginava la Croazia davanti alla Spagna? E chi non vedeva l’Inghilterra prima del suo girone? E qualcuno scommetteva sull’Ungheria prima nel girone F? Ecco che se soltanto si fossero verificate (o no) queste semplici ipotesi da tutti ampiamente scontate, gli accoppiamenti degli ottavi sarebbero stati diversi. Ma questo è Fantacalcio, la realtà è un’altra e che cioè il campo non fa sconti a nessuno.

Intanto il Belgio getta la maschera e si candida con forza per un posto almeno in semifinale. Forse la squadra più dotata sotto l’aspetto puramente tecnico, gli uomini di Wilmots battono gli Ungheresi puniti troppo pesantemente nel punteggio. Il Belgio possiede quei giocatori (Hazard, Mertens) in grado di creare la superiorità numerica saltando l’avversario e questo non è poco in un quadro abbastanza desolante, Witsel è poco appariscente ma di sostanza, Najnggolan corre e lotta per tre, Lukaku è punta di peso che gioca per la squadra. Magari in difesa si potrebbe fare meglio. Nella parte sinistra chi vorrà arrivare a Parigi dovrà fare i conti con i Diavoli Rossi, pronti per spiccare il salto di qualità definitivo. Sempre a sinistra del tabellone la Croazia, che si mira e rimira allo specchio, incorre nell’ennesima aspettativa fallita. Squadra ricca di classe ma anche di poco carattere, evidentemente, tanto da non saper cogliere l’occasione.

Avanza la Polonia, che sembra molto ben quadrata ed organizzata e con una coppia di attaccanti come poche. Regge il Portogallo, indecifrabile e attaccato disperatamente alle prodezze di Cristiano Ronaldo. Il Galles tiene alta la bandiera del calcio britannico. Ben guidati da Bale e Ramsey, i Gallesi sono molto cinici, sinora hanno speso poco e fatto vedere di essere un osso duro. Galles – Belgio potrebbe essere sfida chiarificatrice in tal senso. Nella parte destra, si gioca alla roulette russa tra i vecchi padroni del calcio europeo. Va fuori l’Inghilterra, stavolta senza referendum, che si è affidata ad un tecnico da sempre antico come Hodgson, che era già sorpassato all’epoca di “Mai dire gol” e della Gialappa’s. Rooney a metà campo, Vardy in panchina e il capocannoniere della Premier Kane, alto 190 cm, a battere calci d’angolo sono solo la punta dell’iceberg delle malefatte commesse dal G.Dubol d’Oltremanica.france.euro2016.francia.bues

La Francia, zitta zitta, soffre con l’Irlanda ma passa e se la vedrà con i rocciosi Islandesi, per niente disposti a fare la figura della vittima sacrificale. Ordinati, ben preparati fisicamente e con le idee chiare, gli isolani non saranno un osso facile da rodere per i Galletti che hanno avuto ben poco da Pogba.

In alto, la madre di tutte le partite, Italia – Germania. E ho detto tutto. Il 2 luglio sarà notte dai cuori forti, da finestre aperte e maxi schermi come nelle milgiori tradizioni. Normalmente, gli Italiani stimano i Tedeschi ma non li amano mentre i Tedeschi amano gli Italiani ma non li stimano. Loro ci temono ma non lo dicono, anzi ci deridono. Sono anche loro in una fase di transzione generazionale. Hanno perso Lahm e Klose, mica poco. In avanti si affidano ancora al torero Gomez o al nanetto Goetze : di meglio non c’è, evidentemente, perché Lewandosky non è Tedesco, ma Polacco e il Bayern non è la Germania. Noi questi siamo.

Conte, consapevole di non avere una squadra eccelsa tecnicamente, ha cementato il gruppo nella difficoltà causate dalle assenze. Ha puntato sull’organizzazione, rivalutando il ruolo dell’allenatore anche in un torneo breve. La condizione atletica appare buona e tutti si stanno esrpimendo al meglio. Tutti sono stati responsabilizzati, anche chi non gioca molto. E anche chi sa che non giocherà mai : allineato e coperto. Lo schema è il 3-5-2, il nucleo base per 9/11 è quello visto contro Belgio e Spagna, con tre cambi uno per reparto. Basta, nessuno stravolgimento. La difesa dei Ninja si prende il resto della squadra sulle spalle e poi, tutti per uno e uno per tutti, correre con giudizio, lottare, essere accorti e ripartire, magari sperando di sbagliare meno sotto porta. Non possiamo fare diversamente, se mettiamo in campo un’altra grande prestazione abbiamo chanche di passare oltre, e poi vedremo.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio