La scorsa estate scrissi un pezzo intitolato “Cristiano Ruiu, nostalgico di un passato… ormai trapassato” dove esprimevo tutte le mie perplessità sugli articoli che il giornalista/telecronista sopra citato continuava a postare in Rete. Proprio non capivo tutte quelle critiche nei confronti della nuova società e della campagna acquisti che il duo Fassone-Mirabelli stava portando avanti.

I primi mesi di questo nuovo corso rossonero sono stati indubbiamente difficili, tanto che Montella è stato esonerato ed i tifosi rossoneri hanno dovuto subire molte sconfitte davvero incredibili o beffarde, vedi ad esempio il 3 a 2 nel derby all’andata, il 2 a 2 a Benevento con il goal al ’95 del portiere Brignoli, o il 3 a 0 patito a Verona. Molti giocatori acquistati questa estate non stavano rendendo per quanto erano stati effettivamente pagati, vedi Bonucci, Biglia, Calhanoglu, Kalinic, A. Silva etc.

Con l’arrivo di Gattuso qualcosa di importante è cambiato ed ora il Milan si trova in corsa su tutti e tre i fronti in cui è impegnato, ottavi di Europa League, finale (sì, avete letto bene) di Coppa Italia e sesto posto in campionato a 7 lunghezze dal quarto posto, non così vicino ma nemmeno così lontano. Di conseguenza la Champions, vero obiettivo di questa stagione, è ancora qualcosa su cui ci si può credere.

Ringhio, scelto tra l’altro dalla nuova proprietà e non dalla precedente, ha poi avuto il merito di rivalutare parecchi elementi della rosa. Basti pensare a Bonucci, ritornato il difensore ammirato alla Juve, a Kessie, motore inesauribile del centrocampo rossonero, a Biglia, non ancora il giocatore visto con la maglia biancoceleste ma in continua crescita specie in fase di interdizione e recupero palloni, a Calhanoglu, ancora sciupone ma al tempo stesso pedina fondamentale del tridente d’attacco. E come non pensare a Borini che, costato pochi milioni, si è trasformato in un utile jolly. Anche Rodriguez piano piano sta trovando una sua dimensione. Kalinic e Andrè Silva sono forse i giocatori che stanno deludendo di più le aspettative. Il croato sta vivendo una stagione tribolata, mentre per il portoghese bisogna sempre tenere a mente che ha 21 anni e proviene da un campionato molto differente dal nostro. Se si pensa al passato, anche giocatori come Vieira o Henry hanno fallito al primo anno in Italia, poi sappiamo tutti che calciatori sono diventati nelle altre squadre.

Nonostante questo, Ruiu in alcuni suoi articoli, come ad esempio “Il Milan ride, ma è lo stesso dell’anno scorso (e con 250 milioni buttati)”, sostiene ancora e con insistenza che il Milan abbia sprecato malamente 250 milioni di euro nell’ultima campagna acquisti. Certo, qualche giocatore non sta rendendo come ci si aspettava, ma affermare che nessuno dei nuovi acquisti sia utile al nuovo corso rossonero mi pare una forte esagerazione oltre che una mistificazione della realtà che stiamo vivendo.

Non capisco poi perché dia sempre il Milan sfavorito nelle partite citate in questo suo articolo. In Coppa Italia, seppur dopo una partita difficile ed equilibrata, a passare siamo stati proprio noi. E con l’Arsenal? Non mi pare che i Gunners in Premier siano messi tanto meglio che il Diavolo in Serie A. La squadra di Wenger si trova infatti al sesto posto a dieci punti dalla zona Champions (seppur con una partita in meno). Il Milan è sesto a braccetto con la Sampdoria a sette punti dal quarto posto. I rossoneri hanno 44 punti dopo 26 giornate, gli inglesi 45 dopo 27 turni. Sinceramente non vedo quelle gran differenze.

E’ da questa estate che sentiamo, o meglio, leggiamo la solita storia, la solita versione dei fatti, la solita minestra riscaldata. Voglio quindi copiare lo stile di Ruiu e concludere pure io questo pezzo con una frase ripresa dal mio articolo estivo. “Prima di emettere sentenze e giudizi, forse è bene aspettare i risultati ed i riscontri sul campo”. Prima di giudicare aspettiamo quindi che la stagione finisca.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.

Latest posts by Zuma (see all)