Dopo il figurone del giovane attaccante classe ’98 con il Bayern (doppietta), è lecito porsi una domanda: visto che abbiamo un talento così prezioso in casa, perchè non cercare noi stessi di valorizzarlo (esattamente come accade con Donnarumma)? Patrick Cutrone non avrà forse un cognome di grande appeal come Morata o Belotti, ma è più giovane di entrambi e dunque ancor più “di prospettiva”. Cutrone è un combattente nato, gli piace il calcio inglese, il suo habitat naturale è il campo di gioco, dove lui è sempre pronto a sfoderare grinta, potenza, grande generosità e spirito di sacrificio. Oltre alle sue abilità tecniche, nella partita stravinta contro i tedeschi ha dimostrato una dote importantissima: la voglia di lottare su ogni palla. Ha forse un solo difetto. E’ italiano. In più, nel suo ruolo la concorrenza è ben più spaventosa rispetto a quella che può avere un giovane portiere come Gigio Donnarumma. Su Cutrone, secondo alcune voci, ci sarebbe il Bari, squadra dove potrebbe approdare in prestito. Qualora ciò accadesse, si rischierebbe di bissare l’errore già fatto con Petagna, grande protagonista nell’Atalanta la scorsa stagione, quando i bergamaschi, e non è un particolare di poco conto, terminarono il campionato davanti al Milan.

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Seguo spesso l'istinto.
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