Giorni caldi in casa Milan, in missione a Nyon nel tentativo di convincere l’Adjudicatory Chamber della Uefa a non decretare l’esclusione dalla prossima Europa League. La spedizione rossonera è stata guidata dall’amministratore delegato Marco Fassone, dall’avvocato Roberto Cappelli (responsabile del gruppo legale del Milan) e dal direttore finanziario Valentina Montanari: assente Han Li, braccio destro del presidente Yonhong Li. Nella memoria difensiva del Milan, diversamente da quanto anticipato nei giorni scorsi, non c’è stata traccia dell’eventuale socio che entro fine Luglio potrebbe rilevare una quota minoritaria (ma consistente) del club. Troppo stretti i tempi per presentarsi con contratti e documenti firmati dal nuovo partner.

L’argomentazione con la quale si è tentato di convincere la camera giudicante è stata quella già nota: sottolineare la solidità dei conti della società A.C. Milan, evidenziare la puntualità con la quale sono stati rispettati gli impegni e fare riferimento alla presenza del Fondo Elliott di Paul Singer a garanzia della continuità aziendale, laddove il presidente Li dovesse in futuro dimostrarsi insolvente. Un’argomentazione tuttavia debole per pensare di soddisfare le richieste della Uefa, che sulla continuità aziendale del Club pretende che non ci sia nessun tipo di incertezza.

Entro 48/72 ore l’organo giudicante dell’Uefa emetterà il proprio verdetto, per mano del presidente Rodrigues (Portoghese), dei vicepresidenti Timmermans (Olandese) e Peila (Svizzero), dell’avvocato Flint (Inglese) e del politico Giersz (Polacco), mediante una decisione a maggioranza semplice. Qualora la sentenza dovesse rivelarsi negativa, il Milan si giocherà con molta probabilità l’ultima carta a sua disposizione: rivolgersi al TAS di Losanna. Un ricorso che dovrà eventualmente essere presentato in tempi stretti (7 gg circa) in modo da non pregiudicare la preparazione della stagione e la sessione di calciomercato (che quest’anno verrà chiusa in anticipo rispetto all’inizio del campionato). In occasione di tale ricorso il Milan si potrebbe presentare dinnanzi ai giudici con un’ulteriore arma a sua disposizione: il tanto discusso socio di comprovata notorietà e affidabilità. Un socio che sino ad ora non si è ancora palesato ma che potrebbe identificarsi nelle settimane a venire.

Sul tavolo di Yonghong Li campeggiano tre proposte: le prime due, sponsorizzate da banca Goldman Sachs, coinvolgono due big del business Usa (i nomi più chiacchierati sono Jonh Fisher e Stephen Ross), mentre sulla terza, della quale è l’Advisor Alantra a fare da intermediario, vige il massimo riserbo.

Sarà ancora una volta Yonghong Li a decidere il da farsi: accettare la presenza di un socio che in breve tempo potrebbe divenire maggioritario oppure fare “marcia indietro” e tenersi l’intero pacchetto societario del club rossonero ?

Stefano I.

Ricercatore informatico ​affetto dal sacro fuoco rossonero. Scettico per precauzione, ​realista per vocazione ed ​​amante del genio per eccezione. Nato nel segno di Van Basten con ascendente Savicevic.