DONNARUMMA 6: stavolta la materia del ripasso è matematica. Attento su qualche sporadica presa alta, si preoccupa solo un po’ su Perisic nella ripresa. Coinvolto da De Sciglio nel pasticciaccio brutto sul gol di Candreva.

CALABRIA 6-: Perisic è una brutta bestia e lui lo sa, ma se ne accorge solo quando gli sfugge al termine del primo tempo, dopo che il Davide ha cercato di fare tutte e due le cose, cioè attaccare e difendere.

ZAPATA 6,5: duella con Icardi e Joao Mario quando questi capita nella sua zona. Chiude sempre bene, tranne nell’occasione del gol del raddoppio dove è in colpevole ritardo. Però diventa l’hombre del partido con la zampata finale che agguanta il pari, pertanto tutto è bene ciò che finisce bene. Comunque sempre meglio del Paletta di questo periodo.

ROMAGNOLI 6,5: copre la zona con tranquillità e contribuisce alla manovra come al solito. La butta dentro al momento opportuno aprendo la strada alla remuntada.

DE SCIGLIO 5,5: sembra partire bello attento e disciplinato, poi nella posizione di centrale è in ritardo su Candreva e inscena il “la prendi tu, no prendila tu” con Donnarumma. Ma la colpa maggiore è la sua.

KUCKA 5,5: stavolta in ombra, dall’inizio fino alla sostituzione.

SOSA 6-: belli i suoi cambi di gioco. Si prende la responsabilità dell’iniziativa individuale e si mette in evidenza per una felice ripartenza al minuto 32. Purtroppo è tornato ad avere un’ora sola di autonomia, perciò esce per Locatelli.

MATI FERNANDEZ 6,5: trottolino amoroso e perpetuo, fa l’incursore alla ricerca di seconde palle da sfruttare, ma si sente anche in fase di contrasto.

SUSO 6+: sembra ben ispirato, impegna Handanovic al 13°, poi smette di essere cercato. Anche se non è decisivo come in altre altre occasioni, ha comunque il merito di servire l’assist del 2 a 1 che riapre i giochi.

BACCA 5,5: grazia Handanovic al minuto 2, poi si eclissa da par suo. Cerca di dare profondità alla manovra senza fortuna. Ricompare solo al 15° della ripresa. Non tiene palla spalle alla porta e non fa salire la squadra.

DEULOFEU 6,5: continua nel suo duello personale con il rappresentante della classe arbitrale di turno che anche stavolta non apprezza le sue cadute. Marcatissimo perché temutissimo, se prende il primo passo sulla palla che gli viene servita, è inarrestabile e sguscia via come un’anguilla. Colpisce un palo al 14° e prima ancora (al 2° minuto) non tira di prima. Non è un goelador ma un assist man: ma nell’area bisogna ci sia qualcuno a metterla dentro.

LOCATELLI 6,0: entra per Sosa anche stavolta, gettando nella mischia la sua gioventù e suona la carica per il pareggio.

LAPADULA s.v. : entra per fare paura alla difesa nerazzurra.

OCAMPOS s.v. : poco tempo per mettersi in mostra, ma ci mette la presenza.

MONTELLA 6,5: derby ben giocato tecnicamente nel primo tempo che insieme ad una ripresa di gagliardìa e caparbietà, fanno un pari meritato, perché perdere con questa Inter provinciale e mediocre sarebbe stato uno scandalo sportivo. La corsa per l’Europa League continua e aver rintuzzato le ambizioni dei cugini è un’iniezione non indifferente di morale nella settimana del tanto atteso closing. Il calcio è imprevedibile: metti 5 punte e segnano i due difensori centrali. Questa rosa ha un’anima e un attaccamento alla maglia, perciò va rinforzata e non smontata. Così come sembra avere un’anima rossonera Mister Li, vista l’esultanza da ultras con tanto di sciarpa al collo. Berlusconi perse il suo primo derby da Presidente, Mister Li l’ha pareggiato. Speriamo bene.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio