Lo scorso primo di ottobre avevo scritto un articolo (per leggerlo clicca qui) inerente la misteriosa situazione in cui si trovava Andrea Bertolacci, uno dei nostri acquisti più costosi degli ultimi anni. Sborsati circa 20 milioni di euro nel luglio del 2015 per convincere la Roma a lasciarlo partire direzione Milano, il centrocampista ex Genoa ha vissuto, nel suo primo anno e mezzo da rossonero, “più ombre che luci” per usare un’espressione metaforica.

Nella prima stagione sotto la guida Mihajlovic-Brocchi è parso troppe volte spaesato e spento, non riuscendo a dimostrare quanto di buono fatto precedentemente. Con l’arrivo di Montella sembrava l’alba di un nuovo inizio, ma poi, un infortunio alla prima giornata di campionato contro il Torino, lo ha tolto, ancora una volta, dai giochi. Sembrava che l’entità dell’infortunio fosse lieve, invece così non è stato e Bertolacci è dovuto stare a lungo fermo ai box, divenendo un vero e proprio desaparecido.

Però, come dice un famoso detto, “dopo la tempesta esce sempre il sole”, e così è stato anche per il centrocampista romano. Smaltito l’infortunio è rientrato in gruppo, salvo poi rimettere piede in campo definitivamente nel mese di dicembre. Da quel momento è diventato sempre più una valida alternativa per Montella che, partita dopo partita, gli ha concesso maggiore spazio e responsabilità. Ed eccolo poi fra gli eroi della supercoppa vinta contro la Juve a Doha ; la ciliegina sulla torta è arrivata nel match di campionato contro il Torino dove ha segnato, riaprendo di fatto la partita. Bertolacci da giocatore misterioso sta divenendo una piacevolissima sorpresa e potrebbe essere un’arma in più in questo finale di stagione, che non si prospetta affatto facile per i rossoneri. Non sarà ancora il centrocampista ammirato in maglia rossoblu, ma qualcosa di buono lo si è visto. Forza Andrea, non mollare!

Zuma

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Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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