Filippo Inzaghi, Roberto Donadoni, Cesare Prandelli, Luciano Spalletti o la soluzione (?) Mauro Tassotti traghettatore. Che ci crediate o no, si parla già del successore di Clarence Seedorf, nonostante l’olandese sia appena arrivato a sedersi sulla panchina del Milan. Il ritorno in quella che era la sua casa ha comportato per lui la sgradita sorpresa di trovare un arredamento assurdo, con inquietanti statuine sull’erba del giardino. Una collezione di bizzarri gnomi laddove un tempo c’erano giganti.

Proprio lui, che sembrava avere un grandissimo feeling con il presidente Berlusconi, si è ritrovato nel giro di due mesi sulla graticola, trovando rari momenti di sfogo nei quali si è (giustamente) scagliato sulla precedente sciagurata gestione, responsabile certamente molto più di lui del disastro al quale si è arrivati. E dire che aveva pure cominciato bene il 2014, Seedorf, con una serie (breve) di risultati positivi che lasciavano ben sperare. Invece poi niente, è arrivato l’Atletico Madrid e sono arrivate tante sconfitte in campionato che hanno fatto ripiombare i rossoneri nel buio tunnel in cui erano finiti alla fine dello scorso anno, un tunnel in fondo al quale non si intravede ancora neppure il più piccolo barlume di luce.

Per il tifoso rossonero che va disperatamente alla ricerca di notizie, nell’illusione di poterci capire qualcosa, è evidente che queste siano ore di grandi balle, di verità sconcertanti e di estrema impazienza, in cui nessuno riesce a mantenere il giusto equilibrio, nè a chiudere la bocca. Da chi ipotizza un Galliani tutor di Seedorf a chi si sbilancia parlando di un ultimatum che penderebbe sull’attuale tecnico come una spada di Damocle, qualora uscisse sconfitto anche dalla partita con la Lazio. Noi preferiamo evitare di sparare altre strampalate ipotesi e restiamo in attesa che le nuvole vadano via. Del resto la primavera verrà prima o poi anche su Milanello, malgrado il grigio di questi giorni.