Tutti si ricordano di Giuda Iscariota, passato alla storia per aver dato il famoso bacio che tradì Gesù Cristo condannando quest’ultimo alla croce. Fortunatamente quel che stiamo vivendo in queste ore non è nulla di così drammatico perché riguarda semplicemente un giocatore che, dopo mille proclami e dichiarazioni d’amore, ha deciso di non rinnovare il contratto con la squadra che lo ha lanciato. Tutti si ricorderanno il famoso bacio dato alla maglia rossonera alla fine della partita contro la Juventus persa al ’97 dopo il rigore beffa di Dybala, un’altra persona che dovrebbe riflettere prima di fare certe dichiarazioni.

A distanza di qualche mese possiamo ritenere quel bacio un gesto falso, ipocrita, sconsiderato. Mi accorgo solo ora che non ho ancora citato il soggetto di questo articolo, segno che lo sto già dimenticando perché, come credo, “tutti sono importanti in una squadra, nessuno è però fondamentale”. Per essere chiari sto parlando di Gianluigi Donnarumma.

Ti credevamo una bandiera, evidentemente ci sbagliavamo. Sei solamente un giocatore che pensa a massimizzare i profitti strappando contratti con quanti più milioni possibili. I valori? Sono un’altra cosa, una cosa che non ti compete. Quattro, forse cinque milioni più bonus all’anno offerti per farti rinnovare il contratto ed hai compiuto solo da qualche mese i diciotto anni. Ma davvero ti credi degno di meritare ancora più soldi? Non avessi sfondato nel mondo del calcio ti saresti accorto quanto è difficile guadagnare i soldi nel mondo del lavoro odierno, per non parlare poi del firmare un contratto con un’azienda.

Non avrò il tuo talento, non guadagnerò mai i tuoi soldi, ma sono orgoglioso di alzarmi alle 6 di mattina per andare al lavoro e rientrare solamente dopo 12 o 13 ore, il tutto per poche centinaia di euro. Io però so cosa sono i valori e, se sposo una causa, lo faccio per davvero e non solo a parole. L’intelligenza di una persona si misura anche dalle persone di cui si circonda e tu, scegliendo Raiola, hai dimostrato di ambire ad una sola cosa: soldi. Sappi che nella vita non esistono solo quelli, seppur il tuo procuratore miri solo a quello. Certe sensazioni, certe emozioni e, soprattutto i sentimenti, non li puoi comprare con gli euro. Presto lo imparerai.

Hai scelto così, va bene, ma ora sii uomo e assumiti le tue responsabilità rispondendo in prima persona. Da tifoso del Milan non sono per nulla preoccupato perché di portieri bravi e seri ce ne sono. E in casa abbiamo già un certo Plizzari che ha già avuto modo di dimostrare il proprio valore, quindi, per il futuro rimango tranquillo. Concludendo, come iniziato, con una metafora religiosa, caro Gigio “morto un papa, se ne fa un altro”. Del resto è così da oltre duemila anni.

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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