Infermeria affollata a casa Milan: all’infortunio di Biglia al gemello destro, per il quale si stima uno stop di 50/60 giorni, si aggiungono l’infiammazione al ginocchio di Giacomo Bonaventura e i perenni acciacchi di Frank Kessie e Hakan Calhanoglu. Senza dimenticare il reparto difensivo, con il grave infortunio occorso a Mattia Caldara (lesione del tendine d’Achille) e i lungo degenti Conti e Strinic.

Se per quel che riguarda la linea difensiva la situazione non sembra allarmante, considerando le alternative a disposizione, risulta invece difficile, seppur necessario, cercare soluzioni valide da inserire nel fondamentale reparto di centrocampo, possibilmente senza alterare gli equilibri della squadra. Il naturale rimpiazzo per Biglia, ovvero Montolivo, appare ormai fuori dal progetto rossonero ed è difficile che Gattuso possa decidere di riproporlo come titolare. Il desaparecido Josè Mauri ha mostrato a più riprese l’incapacità di giocare ad alto livello e a certi ritmi di gioco, nonostante qualità tecniche certamente di spessore.

Resta pertanto interessante valutare l’opzione Bertolacci, che a Genova aveva talvolta rivestito il ruolo d’interno di centrocampo oltre che quello d’incursore. Le buone doti tecniche, la rapidità d’esecuzione e la visione di gioco ne farebbero un papabile candidato per il ruolo interpretato sino a pochi giorni fa dall’argentino.

Altro giocatore che avrà certamente altre chances da titolare è il francese Tiémoué Bakayoko, le cui prestazioni sono state a onor del vero sempre opache, nonostante qualche segnale di risveglio nel vittorioso match casalingo contro la Doria (se si fa eccezione per l’incomprensibile retropassaggio che avrebbe portato la Samp al tragicomico gol del pareggio). Il francese è comunque più un giocatore di “rottura” e non sembra possibile l’ipotesi di proporlo come regista di centrocampo. Più probabile immaginarlo come alter ego dello stesso Frank Kessie.

Dire che la situazione per mister Gattuso è complicata appare un eufemismo. Tra infortunati e acciaccati si contano circa una decina di giocatori. Se a questo si aggiunge una rosa mal assortita e poco “profonda” è comprensibile che l’allenatore stia valutando moduli alternativi al suo ideale 4-3-3.

Più che un passaggio a un classico 4-4-2, sembrerebbe maggiormente plausibile proporre una difesa a 3, in modo da infoltire il centrocampo con degli esterni in grado di presidiare le fasce laterali. Una mediana composta da 4 o 5 uomini potrebbe in effetti sopperire alla mancanza di un regista vero oltre che di un tutto fare come Bonaventura.
E chissà che lo scettro di questa mediana non possa finire nelle mani di un redivivo Bertolacci.

Stefano I.

Ricercatore informatico ​affetto dal sacro fuoco rossonero. Scettico per precauzione, ​realista per vocazione ed ​​amante del genio per eccezione. Nato nel segno di Van Basten con ascendente Savicevic.