Paul Singer va veloce. A pochi giorni dall’ormai memorabile 20 Luglio 2017, data in cui il TAS di Losanna ha sentenziato la riammissione del Milan alle competizioni europee per la prossima stagione, il fondo Elliott non ha perso tempo, rinnovando dapprima il cda societario e quindi i vertici dirigenziali. Durante l’assemblea dei soci svoltasi il 21 Luglio i consiglieri di parte cinese sono stati rimpiazzati da uomini di fiducia del fondo americano; nello specifico Giorgio Furlani, Stefano Cocirio, Gianluca D’Avanzo, Salvatore Cerchione e soprattutto Franck Tuil, artefice dell’”arringa” che durante l’udienza del 19 Luglio ha convinto il TAS di Losanna a decretare la riammissione del Club all’Europa.

Nella stessa data Fassone é stato licenziato per “giusta causa” con le seguenti motivazioni: “compromissione del rapporto fiduciario per le modalità con cui ha gestito e comunicato l’instaurazione e la modificazione dei contratti con la società, la responsabilità nella predisposizione dei piani, la predisposizione e la struttura del mercato cinese. Fatti solo recentemente venuti all’attenzione e per cui sono in corso nuovi approfondimenti, con Rossoneri Sport Investment Lux che si riserva ulteriori valutazioni per la tutela dei diritti propri e della società”. In poche parole una bocciatura bella e buona ed accuse pesanti sull’operato del dirigente, tanto sull’aspetto tecnico-sportivo quanto su quello commerciale. La mancata risoluzione consensuale avrà come inevitabile conseguenza uno scontro in tribunale tra le controparti.

Esattamente lo stesso destino che sembra avere il contenzioso tra Elliott e Yonghong Li, che accusa a sua volta il fondo americano di aver “pilotato” il default anticipato della società, impedendo all’ex presidente di “realizzare lo sviluppo strategico del club, né concludere una vendita soddisfacente della squadra ad un prestigioso acquirente”. Una tesi tuttavia difficile da sostenere (e dimostrare) di fronte ad un giudice, senza correre il rischio di incassare un misero fallimento.

Infine il capitolo relativo a Massimiliano Mirabelli: l’ormai ex Direttore Sportivo é stato analogamente estromesso dal nuovo corso societario. L’incontro tra il ds ed il neo presidente Paolo Scaroni, intenzionato a raggiungere un’intesa per la risoluzione del contratto, si é concluso con un nulla di fatto. Pertanto Mirabelli é stato esonerato, nonostante abbia ancora due anni di contratto ed anche in questo caso non si escludono strascichi giudiziari. Risulta evidente la volontà di Elliott di procedere con un taglio netto rispetto al recente passato, rinnovando tutte cariche societarie più importanti. Il solo a salvarsi, tranne novità dell’ultima ora sul fronte Antonio Conte Chelsea, sembra essere mister Gennaro Gattuso, che a più riprese ha incassato la fiducia da parte di Singer e soci.

Sebbene manchi ancora il crisma dell’ufficialità il nuovo amministratore sarà con ogni probabilità Ivan Gazidis, attuale direttore esecutivo dell’Arsenal, al cui fianco verrebbe schierato un vecchio volto di casa Milan: Umberto Gandini. L’ex dirigente della Roma andrebbe ad occuparsi in particolar modo delle relazioni con l’UEFA.

Per quanto riguarda il ruolo di direttore dell’area tecnica Leonardo Nascimento de Araujo é da giorni il prescelto, nonostante le “proteste” di buona parte dei tifosi rossoneri. Il nuovo organigramma sarebbe a questo punto completo e complementare. La sola pedina mancante sarebbe quella di Paolo Maldini: Paul Singer vorrebbe convincere l’ex campione milanista a tornare in società, in un ruolo ancora da  definire.

Al termine di una stagione deludente il fallimento della proprietà cinese e della dirigenza italiana targata Fassone-Mirabelli sono stati eclatanti. Gli errori commessi sono stati finalmente rilevati, anche se con notevole ritardo (si veda a tal proposito http://tempirossoneri.com/fassone-mirabellidire/) ed Elliott, appena giunto al comando, non ha fatto altro che prenderne atto ed agire di conseguenza.

Stefano I.

Ricercatore informatico ​affetto dal sacro fuoco rossonero. Scettico per precauzione, ​realista per vocazione ed ​​amante del genio per eccezione. Nato nel segno di Van Basten con ascendente Savicevic.