Frasi tipiche di chi non sa nulla ma vuol far intendere di sapere tutto in anticipo su tutti

Si autodefiniscono esperti di mercato, oppure dicono di essere chiamati tali (è comunque un’autodefinizione, ma più paraculesca). Tecnicamente si chiamano imbonitori o ciarlatani. Gli fa un baffo il detto “Chi si vanta da solo non vale un fagiolo”, loro cercano quotidianamente di smentirlo, dando talvolta perfino la sensazione di riuscirci. Solo talvolta, però, poiché le cantonate che prendono, a contarle bene, prevalgono su tutto il resto. In Italia questi soggetti trovano il terreno migliore possibile e alcuni riescono perfino ad avviare una carriera basata sul nulla: è risaputo, infatti, che siamo un popolo di creduloni. Secondo alcune stime, ogni anno tredici milioni di italiani chiedono a maghi, astrologi e affini di svelare loro i segreti sul futuro. E loro (ovviamente ben pagati) lo fanno assai volentieri, giocando sulle difficoltà, le incertezze e le emozioni della gente. Cavalcare un’onda del genere non solo è molto facile, ma per chi ci sa fare è anche redditizio, perchè si tratta di un settore che non conosce crisi. Non a caso si parla di un business da oltre 8 miliardi di euro. Cavalcare le emozioni dei tifosi di calcio è solo una variante di questo fenomeno.

Nella vita, un po’ per tutto, c’è un modus operandi, che nel calcio giocato si chiamerebbe “mestiere”, ovvero l’abilità/scaltrezza di sapere come fare una certa cosa, per poter ottenere un buon risultato. Ma come si diventa esperti di mercato? Beh, è abbastanza facile, non occorrono né lunghi studi né esami da sostenere, ci si autodiploma in pochi minuti con il semplice autoconvincimento di essere (o di poter benissimo sembrare) un grande guru del calciomercato. Certo poi bisogna prodigarsi in millantamenti e autoincensamenti regolari e frequenti, ma in fondo questa è la parte più piacevole del lavoro, che tra l’altro risulta spesso agevolata da qualche complice o sostenitore che per strada si trova sempre.

Di seguito una sorta di compendio di alcune fra le frasi standard più usate dai sedicenti esperti di mercato per provare a crearsi un seguito sui social:

  • Per tutti quelli che ce lo chiedono… (segue “rivelazione” di mercato in realtà già preesistente e comunque non richiesta da nessuno).
  • Non troviamo riscontri sulla voce che vuole X alla Juventus… (questo fa intendere che nel caso di voce fondata gli sia solitamente possibile trovare riscontri… Figuriamoci.. è solo un altro modo per imbonire il lettore).
  • Fonti molto autorevoli mi garantiscono che… (nella migliore delle ipotesi si tratta della fonte del proprio caos interiore, molto spesso invece si tratta di semplici falsità).
  • Napoli, l’obiettivo è X. Contatti già avviati con l’entourage del giocatore. L’alternativa è Y del Frosinone/Genoa/Vattelapesca. Questa è bellissima perchè si tratta di una doppia previsione e se una delle due risulta poi sbagliata, c’è quella accanto che potrebbe essere azzeccata. Come se uno studente di matematica dicesse al professore: “la formula è questa, oppure in alternativa è quest’altra” (una delle due penso di azzeccarla).
  • Fiorentina/Inter/Roma…. idea X per la difesa: il terzino potrebbe arrivare in prestito. Da notare il condizionale, con il quale si parano il culo. Sparare un’ipotesi abbastanza verosimile è la cosa più facile del mondo e a far questo sono bravissimi, come del resto la totalità della popolazione mondiale. A volte si inventa tutto di sana pianta, perchè potrebbe succedere comunque di azzeccare. Più previsioni si fanno più è alta la probabilità di azzeccarne qualcuna e quindi di ricevere complimenti vantandosi poi di essere stato il primo ad averlo detto/scritto..
  • Da quanto filtra da Milanello/Trigoria/Appiano Gentile ecc… (ovvio che invece non filtra proprio nulla, ma ci si sente potenti anche solo a scriverlo, tanto qualcuno che ci crede lo trovi sempre).
  • Da quello che ci risulta (nella maggior parte dei casi quello che risulta a chi scrive è assolutamente uguale a quello che risulta a chi legge, ma chi lo scrive ama sentirsi su di un piano superiore e così cerca di far abboccare qualcuno, millantando informazioni e fonti che ovviamente non ha.. e qualora anche le avesse sarebbero ben poco affidabili).
  • Milan/Juve/Inter (ecc…): pronto il ribaltone: … (seguono una serie di sparate che in realtà sono voci trite e ritrite dei mesi scorsi, ora spacciate come nuove)
  • X sempre più in bilico: l’esonero potrebbe arrivare in caso di sconfitta nella prossima partita (questo è il momento in cui vanno più vicini alla realtà, perchè può benissimo essere tutto vero, ma si tratta di una conclusione alla quale anche un bambino ci arrivava da solo, senza alcuna “rivelazione” da parte di nessuno).
  • Dalle informazioni in nostro possesso… (ecco, è sufficiente scrivere questo per attirare subito l’attenzione, basta impostare così la frase e il gioco è fatto).

Un altro tratto caratteristico dei sedicenti esperti di mercato è il fatto che si autoincensano da soli, ripetendo ossessivamente “io lo avevo detto” , citando ripetutamente le loro previsioni giuste del passato. Non fanno che dire “vedi quanto sono bravo?”, si vantano praticamente ogni giorno e sono così narcisi che se tu gli fai un complimento, citano o retwittano anche quello.

Da tutto ciò si evince che per certi individui è proprio impossibile riuscire a prendersi meno sul serio. Sono gli stessi per cui è impossibile accettare un risultato senza doverci speculare sopra nei giorni successivi, è impossibile godersi uno spettacolo sportivo senza ritenersi intellettivamente superdotati riguardo la materia. Impossibile rinunciare a provare a diventare famosi per qualche dote che non si possiede. Per quanto la malattia non sia delle più facili da affrontare, ci si può comunque curare, partendo da una drastica potatura del proprio ego. Da svolgersi possibilmente in primavera, prima che il caldo e il calciomercato estivo possano aggravare la situazione.

Nils

Non possiedo preziosi monili, non colleziono vinili e non difendo diritti civili. Seguo spesso l'istinto. Ai tempi delle scuole elementari decisi di tifare Milan. Nell'autunno 2013 mi venne l'idea di creare questo sito (online dal primo gennaio 2014). Considero normale, anzi indispensabile, un certo livello di faziosità, specialmente quando si parla di calcio, l'importante (per me, tu fai pure quello che vvvuoi) è non esagerare con la dose. Notate bene: a volte scrivo cose senza senso, perciò non prendetemi troppo sul serio.

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