Gattuso che abbraccia i giocatori a fine partita, prima quelli che non fa giocare, sempre, Gattuso che vuole bene ai giocatori, Gattuso che manda i giocatori a ringraziare i tifosi, ci tiene tantissimo, Gattuso che manda a quel paese Kolarov per poi abbracciarlo a fine partita e dirgli “non mi conosci, scusami, ma sono un rompicoglioni”, Gattuso che da il “5” al quarto uomo dopo una vittoria sofferta, come abbracciare un giudice se la sentenza ti è favorevole, Gattuso che chiede quanto manca alla fine della partita al quarto uomo, “me lo dici o no?!”, Gattuso che manda a casa Kalinic perchè non si impegna in allenamento, Gattuso che non gliene frega del rinnovo del contratto, “è l’ultima cosa a cui penso”, Gattuso che “oggi si poteva anche perdere”, Gattuso che “col ragazzo ci sto parlando tanto, sa quello che voglio”, Gattuso che “Musacchio mi ha emozionato”, voleva dire commosso?, Gattuso che “questa maglia va onorata sennò non si è capito dove si è”, Gattuso in conferenza stampa, Gattuso che alle domande idiote, e sono quasi tutte idiote, (o lo diventano rivolte a lui?) vorrebbe rispondere ma che cazzo mi domandi?, Gattuso che tocca con mano, Gattuso che se nel calcio non si fatica non si va da nessuna parte, Gattuso rispettato da tutti, simpatico a tutti, Gattuso che non si vanta mai della sua carriera, Gattuso che passa le giornate a Milanello, che controlla tutti i numeri degli allenamenti e delle partite, che usa il GPS ma soprattutto “l’occhiometro”, il suo GPS personale, Gattuso all’Emirates Stadium più disinvolto di Wenger, Gattuso uomo semplice, sincero, diretto, onesto, vero, carismatico, leader, caso umano raro, rarissimo, non solo nel mondo del calcio, nel mondo. Gattuso.

Marco Bologna

Marco Bologna, agronomo a Firenze (di là d'Arno), ex calciatore di terza categoria, corse, letture, librerie, seguo il Milan h 24, sono cresciuto al Bar.

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