Gennaro Gattuso in campo è sempre stato un lottatore, un gladiatore pronto a sfidare chiunque senza paura, indipendentemente dalla classe, dalla tecnica, dal blasone, da qualunque aspetto vogliate considerare. C’era una partita? Bene, Rino sarebbe stato lì in mezzo a giocarsela dal primo all’ultimo minuto, senza se e senza ma, dando il 100% o, in molte partite, anche qualcosa in più. Noi tutti tifosi rossoneri, ma non solo, lo abbiamo apprezzato proprio per questo, Ringhio è sempre stato infatti un giocatore che non si è mai tirato indietro.

Da qualche stagione Gattuso ha appeso gli scarpini al chiodo e, dopo alcune annate in giro per Italia e Europa, si è da poco seduto sulla panchina del Milan. A seguito di questo cambiamento di ruolo possiamo ammirare oggi in Rino due diverse personalità, quasi antitetiche, ma che invece qualificano perfettamente il tipo di uomo che è Gattuso.

Seppur non più in campo, ogni volta che l’allenatore rossonero è nel rettangolo di gioco diventa una belva. Frequenti sono infatti le volte in cui si sentono i suoi urli, catturati dai microfoni delle telecamere presenti a bordo campo, oppure i suoi modi “affettuosi”, tramite ceffoni e schiaffi, con cui incita i suoi giocatori, o ancora le frasi colorite che si leggono a volte dal suo labiale. Per non parlare delle volte in cui, nonostante il freddo o la pioggia, lo vediamo paonazzo, vestito di solo camicia e giacca, a dare indicazioni alla squadra. Rino in campo è questo, un vero vulcano.

Quando però sentiamo Ringhio in conferenza stampa o durante le interviste, abbiamo spesso modo di ascoltare una persona molto umile, seria, pacata, disposta ad ascoltare chiunque e pronto a rispondere a qualsiasi domanda. Il tecnico calabrese è un uomo intelligente che sa riconoscere errori altrui e errori propri, meriti altrui e meriti propri. Gattuso è un uomo passionale, legato ancora ad antichi valori ed ideali, uno che considera la panchina del Milan non un punto di arrivo bensì un onore da (ri)conquistarsi ogni giorno . Come? Facendo parlare i fatti e non le parole, lavorando quotidianamente per cercare di migliorare continuamente.

Si è seduto sulla panchina rossonera tra lo scetticismo generale, a distanza di tre mesi o poco più, ha saputo però conquistare tutti. E la marcia del generale del Gattuso è solo agli inizi.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.