Come ribadito più volte dai media in questi giorni, il rapporto tra Montella e Berlusconi sembra essersi clamorosamente incrinato. Nonostante la squadra sia in linea con gli obiettivi prefissati (valorizzazione dei giovani, Supercoppa di Doha, lotta all’Europa), al patron rossonero questo non basta.

Schema – Una squadra difficile da battere, compatta, votata al sacrificio e alla grinta: questo è il vero volto del Milan di Montella: ma come detto, Berlusconi punta ad altro. Innanzitutto allo schema con il trequartista (possibilmente Suso) dietro le due punte, invece del tridente utilizzato dal tecnico campano che prevede una sola punta (a Roma addirittura neanche quella). Critiche che non poggiano su alcun fondamento se non su ricordi nostalgici di un Milan che fu, e che rappresentano il canto del cigno dell’era berlusconiana.

Futuro – Con ogni probabilità Montella invece andrà a rappresentare un ponte tra il vecchio e il nuovo. I cinesi infatti sembrano essere soddisfatti del suo lavoro, per cui il prossimo anno Fassone e Mirabelli lavoreranno a braccetto con lui. Cambiare nuovamente allenatore significherebbe rivedere i programmi tecnici e ripartire praticamente da zero, in un momento estremamente delicato. A meno di risultati disastrosi, avanti con Montella dunque.

Mirko

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Mirko, filosofo per condanna, milanista da sempre e per sempre!
Marcel Desailly, Franco Baresi e Mario Yepes le mie ragioni per amare
questa squadra, i Pink Floyd, Stanley Kubrick e la fantastica Salerno le mie ragioni per amare la vita!

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