È un fatto abbastanza lampante eppure spesso passa sotto traccia, quasi inosservato. Di cosa stiamo parlando? Beh, del fatto che nella Milano calcistica non esistono più i presidenti di una volta. Sostengo questa tesi e ne parlo anche con molta nostalgia. Sembrano passati infatti anni luce da quando sulle tribune del Giuseppe Meazza vedevamo seduti Silvio Berlusconi o Massimo Moratti, eppure non è poi trascorso tutto quel tempo.

Al di là dei loro difetti o dei loro errori, possiamo tranquillamente affermare che due persone e due personalità così mancano sia al calcio milanese che a quello italiano. Insomma due presidenti tifosi pronti a gioire o soffrire al fianco della loro squadra, o meglio, della loro creatura. Questo perché il Milan per Berlusconi e l’Inter per Moratti sono stati quasi come due figli. Silvio e Massimo hanno cresciuto e nutrito i loro rispettivi club spendendo cifre folli con l’obiettivo di farli diventare “grandi”.

Purtroppo dopo anni di gloria (più per il milanista che per l’interista) ci si è accorti che il mondo è cambiato. In Italia non si hanno infatti più le disponibilità economiche di una volta e, di conseguenza, non potendo più competere con i conti bancari russi, arabi o cinesi, Moratti prima e Berlusconi poi, si sono visti costretti a vendere le rispettive società. Milan e Inter sono quindi passati sotto la proprietà di persone e società asiatiche, i nerazzurri sono diventati parte dell’impero di Suning, o meglio di Zhang Jindong, trascorrendo un breve periodo sotto la gestione di Thohir, mentre i rossoneri sono stati acquistati da Yonghong Li, perlomeno adesso, poi tra qualche mese si vedrà.

Se l’Inter, perlomeno dal punto di vista societario, sta attraversando una fase relativamente tranquilla, ciò non si può dire per il Milan che non conosce ancora il proprio futuro, o meglio, non può sapere chi sarà il suo proprietario e presidente nei prossimi mesi. È nota a tutti infatti la vicenda del fallimento della società Jie Ande di Mister Li, che porta quindi inevitabili conseguenze sul pagamento del prestito che lo stesso cinese ha contratto con il fondo americano Elliott, a cui passerebbe la società rossonera in caso di mancato saldo.

Fatto sta, al di là di tutte le vicissitudini, che Milan e Inter non hanno più due presidenti tifosi, due presidenti presenti stabilmente al fianco della squadra, due presidenti che con i loro “colpi” di mercato hanno saputo infiammare l’animo dei tifosi, due presidenti che, nel bene o nel male, hanno fatto la storia del calcio. Ma del resto i tempi cambiano e così, di riflesso, anche il mondo del calcio, Milano compreso.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.