allegriDietro le prime quattro ”fuggitive” della serie A, che sembrano essere i pesi massimi del torneo, c’è un plotone di squadre che sta cercando di capire che ruolo poter svolgere in questo campionato. Squadre alle quali basterebbe inanellare un filotto di vittorie per presentarsi al cospetto delle prime, entrando di fatto nella corsa scudetto. Ecco quali sono:

La Juventus, con Allegri che fa e disfa in continuazione, ha ancora ambizioni di primato. In estate scrissi:

Pur restando sicuramente forte, la Juventus molto sta cambiando e Allegri, presumo, avrà qualche problema di assemblaggio e di verifica di quei meccanismi di gioco precedentemente perfettamente oliati. Le difficoltà potrebbero aumentare se, in avvio, non dovessero arrivare subito i risultati”.

La squadra sembra ancora un cantiere aperto. 4-3-3? 3-5-2? Chi lo sa? Dietro qualche crepa in Chiellini si è vista, Rugani è ancora un oggetto misterioso, Mandzukic ha reso poco. Addirittura viene rimpianta la cessione di Coman e nel ruolo di esterno a sinistra viene messo Morata (che non gradisce…). La squadra sembra appesa alle invenzioni di Quadrado e Dybala.

Per quanto riguarda la Lazio, in estate scrissi:

“...E’ stata la rivelazione della scorsa stagione. Il difficile adesso è ripetersi, considerato che gli impegni (si spera…) aumenteranno. La squadra sinora è rimasta quella della scorsa stagione, con Mauri in meno e lo stopper Hoedt (preso a gennaio) ed i giovani Morrison e Kishna in più. Un po’ poco, soprattutto in funzione del preliminare di Champions League che sarà lo spartiacque della stagione. Mi sembra che la squadra, ora come ora, abbia una ottima batteria di centrali (De Vrij, Hoedt, Gentiletti, Mauricio, senza contare Radu), il centrocampo, rimasto immutato e potrà contare sulla maggiore esperienza di Cataldi, uno dei migliori talenti italiani. Il problema secondo me è in attacco, dovendo contare sull’eterno (ma fino quando?) Klose sperando nella esplosione di Djordjevic. La sensazione è che Lotito stia aspettando l’esito del preliminare, a mio avviso rischiando molto. La stagione della squadra potrebbe essere ancora una volta legata alla fantasia di Felipe Anderson e alle volate di Candreva”.

Mauri è ritornato, ma la squadra non è stata adeguatamente rinforzata sperando di poterlo fare a qualificazione avvenuta. Errore gravissimo. Se gira Felipe e Candreva vede la porta, bene, altrimenti è dura. Inoltre gli infortuni stanno incidendo sul rendimento complessivo. Mi sembra, tutto sommato, che sinora Pioli abbia fatto sin troppo bene.

Circa il Sassuolo, in estate scrissi:

praticamente immutato rispetto allo scorso anno, con in meno Zaza. Potrebbe rivelarsi un vantaggio, considerati gli schemi ormai mandati a memoria di Mister Di Francesco. L’attesa è per la definitiva esplosione di Berardi che dovrebbe cominciare a fare gol non solo contro il Milan. La salvezza passa anche da lì”.

Berardi ha segnato ancora al Milan, Defrel non sta facendo rimpiangere Zaza e il Sassuolo veleggia nella parte sinistra della classifica addirittura con ambizioni (legittime) di Europa (League)

Passiamo alla Sampdoria, sulla quale in estate scrissi:

il vulcanico Viperetta si sarà già pentito della scelta dell’Uomo Ragno? A giudicare dalla reazione alla disfatta di Europa League, la sensazione è che potrebbero esserci delle novità importanti. E presto. Ferrero si candida come il nuovo Zamparini? …Il valore aggiunto di Mihajlovic stavolta non ci sarà e Zenga è una scommessa vera e propria, tenuto conto che ha allenato molto ma in realtà completamente distanti da quella Italiana. Si preannuncia, secondo me, una stagione di sofferenza”.

Il buon Walter è stato alla fine cacciato. E se non fosse per Eder…

Adesso tocca al Torino, sul quale in estate scrissi:

Potrebbe essere la sorpresa dell’anno. Intanto perché ha confermato Ventura (5° anno in granata) e questo sarà un vantaggio. Poi perché non si è indebolito in difesa, tenendo (almeno sino ad ora…) Glik e Maksimovic. E poi perché si è rinforzato in mezzo al campo: Baselli, Zappacosta (che non farà rimpiangere Darmian), Acquah, l’ottimo Avelar visto a Cagliari. Se Maxi e Quagliarella sapranno garantire un adeguato numero di reti, il Toro potrebbe continuare a sognare ancora una volta l’Europa”.

Sembrava dovesse essere la vera rivelazione, poi è mancato qualcosa… L’assenza prolungata di Maksimovic si sta facendo sentire. Inoltre, mi sembra ci sia stata una mancanza di concentrazione nei momenti topici di alcune partite. Può riprendersi, e la sosta arriva nel momento giusto.

Il Milan, sta lì, zitto zitto, guarda e aspetta. Dopo un inizio altalenante sono arrivate le 5 partite di una serie positiva (2 pari e 3 vittorie). Sono state fatte (e ve ne saranno ancora…) delle scelte dolorose. Alcuni punti fermi però sembrano emergere: Bonaventura, Bacca, Romagnoli, Antonelli. I meriti di Bertolacci stanno venendo a galla, Montolivo è recuperato ed anche Cerci sembra su quella strada. Devono crescere però gli esterni nostrani, De Sciglio su tutti, perché la squadra può dare di più.

I 7 punti di distacco dal vertice potevano essere di meno. A Genova e col Torino abbiamo buttato via punti preziosi. Il pari (inaspettato) con l’Atalanta bilancia la vittoria (inaspettata) con la Lazio. Siamo sempre lì.

Non bisogna mollare adesso, perché il calendario non ci è sfavorevole: Juve, poi Samp, Carpi, Hellas Verona e Frosinone prima degli auguri. Alla ripresa Bologna e Roma. Sarebbe importante mantenere i 7 punti dal vertice. Poi a gennaio un paio di innesti importanti… Per un girone di ritorno ventre a terra.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio