maldiniPaolo Maldini attacca, seppur con la consueta classe che lo contraddistingue da uomo e da calciatore quale è stato. “Galliani è un grande dirigente, ma è carente nell’aspetto calcistico, nel valutare i giocatori”, queste le sue ultime dichiarazioni rilasciate a Sky qualche giorno fa. Ne abbiamo già parlato e riteniamo giusto ritornare sull’argomento.

Paolo ha evidenziato le carenze del nostro amministratore delegato nello svolgere le funzioni di direttore sportivo. Beh, come dargli torto? Fermo restando che i nostri ringraziamenti alla presidenza Milan, a Braida e Galliani sono certamente dovuti per il nostro magnifico passato, dal 2007 questa società ha smesso di esistere. Ad eccezione dei vari Ibrahimovic, Ronaldinho, Thiago Silva, il Milan si è ricoperto di giocatori scarsi, meteore calcisticamente parlando e di atleti giunti al tramnto della propria carriera. Abbiamo sempre parlato di “progetto giovani”, di forze fresche provenienti sia dalle giovanili che dalle altre squadre, per poter gradualmente ricomporre una rosa che in quegli anni perdeva i suoi maggiori leader, che con le loro qualità e bravura fecero la fortuna del Milan, non soltanto in Italia ma nel mondo. Il sogno di vedere un Milan nuovo, con giocatori giovani e tecnicamente forti da affiancare a quelli più maturi è rimasto tale. Da qualche anno il sig. Galliani è autore di affari last minute dalla difficile interpretazione.

Quanto detto da Maldini nei giorni scorsi, rispecchia a fondo il pensiero milanista. Le sue considerazioni sono sacrosante: la carica di direttore sportivo deve essere affidata necessariamente a qualcuno “del mestiere” e non certamente Galliani. Servono persone preparate, osservatori, uomini di calcio, che hanno competenze su più fronti: serie B, Lega Pro, campionati minori, campionati stranieri e internazionali. Lo stesso Maldini ha mostrato preparazione e conoscenze, per cui risulta discutibile la scelta della società di farlo fuori, soprattutto ripensando a tutti quegli anni da capitano, ad una intera vita dedicata al Milan. Dov’è la riconoscenza?

Noi stiamo con Maldini!

Julian S.

Julian S.

Aretino dal sangue illirico. Apprendista giurista alla ricerca di una giustizia che forse ancora esiste. Beh sì, ho grandi ambizioni. Vivo immerso in una sorta di tensione creativa quotidiana. Comunicare per me è vivere, conoscere, condividere. Tifo Milan perché è l’essenza del calcio.
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