Tutti i regimi totalitari che si sono susseguiti nella storia hanno sempre utilizzato i mezzi di informazione a proprio piacimento e per i propri obiettivi. Questo per plasmare i “sudditi”, per indurli a credere e sostenere ideali e cause di comodo, oltre che rabbonirli veicolando buone notizie riguardanti risultati che il regime stava ottenendo. Premessa di carattere storico-politico che serve per introdurre una breve riflessione su quanto letto negli ultimi giorni sulla stampa sportiva del nostro paese.

Dopo il pareggio del Milan a Pescara, tutti i principali quotidiani e siti sportivi hanno evidenziato le proprie perplessità circa la qualificazione dei rossoneri alla prossima Europa League. Si sono letti titoli come “L’Europa si allontana”, “Europa League a rischio” “L’Europa dei piccoli diventa un sogno” etc. Tutte analisi che ci stanno e che evidenziano le difficoltà che indubbiamente questa squadra ha e mostra.

Dopo nemmeno 48 ore, l’Inter va k.o. a sorpresa in casa contro la Sampdoria, perdendo tre punti fondamentali per la conquista di un posto valevole per l’Europa che conta. I titoli che compaiono sugli organi di stampa, sia cartacei che digitali, sono però ben diversi rispetto a quelli letti in occasione del pareggio del Milan. Leggiamo, ad esempio, “Ciao Ciao Champions” “Pioli si allontana dalla Champions” “I nerazzurri dicono addio alla Champions”. Anche in questo caso titoli corretti, dal momento che l’Inter dista oramai 9 punti dal terzo posto occupato dal Napoli.

Classifica alla mano, notiamo però che la squadra di Pioli ha conquistato 55 punti, mentre la banda di Montella è a quota 54. Nonostante un solo punto di differenza sembra che le due squadre abbiano prospettive completamente diverse. Strano da spiegare, difficile da comprendere, specie se si ha ben chiara in mente la situazione in classifica delle due squadre. Ci piacerebbe quindi chiedere ai giornalisti come faccia questo UNICO PUNTO di distacco ad essere così determinante per giustificare traguardi così differenti. Come sostenuto all’inizio, la stampa può incidere molto sulle idee e le credenze delle persone.

Il derby in programma tra dieci giorni diventa, quindi, sempre più decisivo per l’Europa, ma qui siamo nel dire che sarà quella dei “piccoli”.

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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