inzagggTanto tuonò che non piovve. Pippo è ancora sulla panca del Milan, stavolta senza berretto da baseball ma con l’impermeabile del Tenente Sheridan.

La curva è vuota, ma di questo parleremo in settimana.

Ci tocca il di Mister Zema, come dicono a Roma, onore a lui ovunque sieda. Dobbiamo vincere, sennò sono augelli senza zucchero, veramente. Formazioni, per 9/11 è quella di Firenze : senza Jack ma con De Jong, confermato il giovane Van Ginkel apparsomi finalmente su buoni livelli di rendimento la volta scorsa.

Di fronte abbiamo (scusatemi…) un gruppo di emeriti e promettenti sconosciuti, tranne il temibile Sau ed Ekdal che qui all’Inter ne ha fatti ben tre e vorrebbe ripetersi. Non sarà una partita facile, temo, per il clima (non atmosferico) in cui si gioca e perché le squadre di Zeman (pensieroso in panchina) sono combattive, organizzate e corrono sino ala fine ed oltre.

Ho la sensazione che suderemo. Arbitra Tagliavento, il cui solo nominarlo mi evoca brutti ricordi ed un suo collaboratore è il sig. Costanzo, lo stesso del gol di Tevez a Torino. Attenti a quei due.

Si parte. Il calcio è uno sport fatto da uomini e gli uomini soffrono di emozioni e sentimenti, tra i quali la paura. Di sbagliare. Infatti abbiamo paura mentre i sardi, che non hanno nulla da perdere , provano a venire subito avanti, prendono campo e ci mettono in soggezione.

Sau in area tira fuori di un metro alla destra di Lopez. L’inizio è difficile come immaginavo, la sensazione è che siamo bloccati, mentre loro giocano noi aspettiamo. Dai, ragazzi, forza.

Piano piano mettiamo la testa fuori, Antonelli affonda ed è angolo e altrettanto fa Abate dalla parte opposta.

Loro però sono battaglieri e se la giocano. Van Ginkel cerca di dare ordine al gioco, ancora angolo su testa di Destro. Lo stesso Destro si invola da solo ma spreca.

Abbiamo già visto simili difficoltà, è difficile giocare e conseguentemente fare cronaca.

Mexes salva in scivolata nella nostra area. Rovesciamento di fronte, improvvisa incursione di Poli al limite, il maratoneta serve Menez che dal vertice sinistro dell’area con un tiro alla Kakà contro la Lazio nella scorsa stagione batte Brkic che non la vede nemmeno partire e non ci arriva. 1 a 0, avanti così. Mexes ancora protagonista con una rovesciata su punizione di Honda ed ancora angolo.

Van Ginkel ottimo in fase di recupero, mentre in avanti Antonelli servito da Honda arriva a tu per tu con Brkic che lo mura ancora in angolo. E dai!A metà campo Poli corre a perdifiato, De Jong sorveglia la nostra trequarti. Davanti il nostro condottiero è Menez, che sta sempre in agguato e si conquista una punizione fuori area ma come spesso accade, la giochiamo malamente. Ancora Van Ginkel in evidenza : su passaggio di Menez tira di poco alto dal limite, molto bene! Sembriamo dare più intensità all’azione e siamo sempre nella loro metà campo. Menez, sempre lui, mette una palla pericolosa davanti a Brkic. La reazione del Cagliari si concretizza con un tiraccio di Avelar che finisce fuori. Azione Abate – Honda sull’out destro, il giapponese tira, para Brkic. Cerchiamo di non commettere errori nel palleggio, mentre in difesa emerge la concretezza di Paletta che non la manda a dire a nessuno. Il Caglia si affida al folletto Sau che si mette in evidenza su tutto il fronte di attacco. Il finale di tempo ci vede avanti con possesso palla. Intervallo e tè caldo per tutti. Visto così, Van Ginkel conferma le buone impressioni già evidenziate dopo Firenze. D’altra parte non poteva essere così scarso come sembrava. La buona scuola (quella Olandese) raramente delude. Al rientro, fuori Gonzalez dentro João Pedro. Via, si riparte. Siccome non possiamo farci mancare nulla, Abate ed Honda cincischiano a destra senza crossare, perdiamo palla e becchiamo un contropiede che lascia solo Mexes contro Farias, l’abate salta il Francese che fa il Conte di Montecristo e la mette dentro. Pareggio e San Siro sembra il Polo Nord.

Qui si fa la partita o si muore. Il momento è delicatissimo, ma la reazione è fulminea. Angolo, palla lunga lunga per Mexes che calcia di destro e batte imparabilmente Brkic. Bellissimo, non meritavamo di essere pari. Adesso dovremmo avere spazio per ripartire.

Lottiamo su ogni pallone, tutti, indistintamente. Destro si da un gran da fare, Menez semina scompiglio ma Honda spreca vicino l’area, peccato! Ancora Menez e Destro duettano, palla in area e Van Ginkel arriva con un soffio in ritardo, mentre dall’altra l’abate Farias spaventa Lopez e si capisce che loro se la giocheranno alla muerte, palleggiano bene e con coraggio. La partita è piacevole e scorre veloce. Mpoku esce invitato a Chi l’ha visto?ed entra una vecchia conoscenza, Cossu. Honda si sacrifica e conquista molte punizioni e un bel cross di Abate insidia Brkic. Rifiatiamo. Fuori Honda, dentro Cerci. Ma siamo sempre, inesorabilmente troppo bassi e loro ci credono. Pazzini rileva Destro ad un quarto d’ora dalla fine. Speriamo non ricompaia di nuovo la paura di vincere. Paura che ci scorre sulla schiena quando João Pedro pizzica la traversa.

Piove, ma il sudore imperla la fronte dei pochi fedelissimi sugli spalti.

Menez, ancora lui, recupera e lancia Cerci che vola come un Tedesco degli anni ’80.

Al limite, Cerci viene steso. Il collaboratore sig. Costanzo, evidentemente stavolta non ingannato dalla prospettiva dice che è dentro l’area.

Tagliavento conferma ed applica alla lettera il Teorema di Muntari il quale recita che le linee bianche tracciate dentro e fuori del campo sono una pura convenzione e sposta all’indietro il margine anteriore dell’area di rigore.

Menez segna spiazzando Brkic e fa 15 reti in campionato, non male per un discontinuo.

Ma non è finita, Antonelli spazza via su incursione di Farias e Cossu ci spaventa con un tiro dal limite. Adesso gira la palla gira la palla.

De Jong, monumentale in fase di copertura esce per Essien. Arriva il recupero e il Cagliari è sbilanciatissimo, Menez lancia a Cerci, che vola sulla destra, la mette in mezzo…Pazzini tira debole su Brkic e lo grazia. Maledizione! Finita? No. Ancora 3 contro 1, ancora Cerci che stavolta va da solo, frontale. Può fare tutto, cannonata, pallonetto, scavetto, marcare il portiere…esce fuori una cosa strana che non sa né me né di voi e Brkic para. Ancora Menez in evidenza, inesauribile, ed è angolo. Poi, basta così.

Commento. Dovevamo vincere ed abbiamo vinto. Il rigore non c’era, ma vista la terna arbitrale non c’è da meravigliarsi. Tagliavento andrebbe esiliato all’Isola d’Elba, prima che sia troppo tardi, altro che. Il quarto gol sarebbe stato troppo per gli uomini di Zeman, però, che diamine, quei gol si segnano.

Resto dell’idea che la squadra sia meglio della classifica mediocre che occupa. Troppi punti persi malamente, ed è un peccato.

Anche se non fossero i 21 che recitano le statistiche ma solo la metà, staremmo a giocarci ben altro. Paletta si conferma difensore di valore, pochi fronzoli e tanta concretezza e con Abate ed Antonelli ci sta bene. Servirebbe un centrale con capacità di impostazione per facilitare la costruzione della manovra da dietro. A metà campo, De Jong è una barriera impenetrabile, ancorché falloso e soggetto a squalifica, ma uno come lui serve e come. Poli corre a perdifiato e fa l’incursore, mentre Van Ginkel potrebbe essere la sorpresa lieta del finale di stagione. Pulito nel tocco, elegante, razionale, sembra avviato ad ottimi livelli. Spero venga confermato. Davanti Menez non si tocca, un mostro. Destro si batte e lotta ma come sempre non ha avuto molti palloni da giocare. Honda si sacrifica ma non è più brillante come ad inizio stagione. Proverei ad arretrarlo tra i tre di metà campo, visto che i piedi buoni li ha. Bisognerebbe provare a dare più spazio a Cerci, magari dopo la sosta a Palermo potrebbe essere l’occasione. Le gerarchie (forse) sono delineate (era ora…) e la squadra è quella.

E nessuno ricorda più che ci mancano sempre De Sciglio ed El Sharawy, o no?

Sarebbe splendido ed apprezzabile fare un bello scorcio di stagione da qui al termine. Adesso arrivano le partite che contano contro squadre di lignaggio maggiore e toglierci qualche soddisfazione non sarebbe male, aspettando notizie dai piani alti. Alla prossima.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio
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