papinForse la sua esperienza in rossonero è durata meno di quello che ci si attendeva. Ma Jean Pierre Papin è stato per noi un flash luminosissimo, in quelle due indimenticabili annate che lo hanno visto al fianco di campioni come Marco Van Basten e Paolo Maldini, facendogli vincere due scudetti, altrettante Supercoppe italiane e una Champions League. Trofei alzati da protagonista, perchè lui, che ha sempre saputo fare bene il mestiere dell’attaccante, con la maglia rossonera realizzò ben 31 gol in 63 partite ufficiali. Al Milan ci arrivò dopo essere esploso a livello internazionale con l’Olimpique Marsiglia, con cui vinse 4 campionati e un pallone d’oro (nel 1991). Dopo due stagioni non povere di gol, ma nelle quali Capello non lo gli concesse più di tanto spazio, la rottura con i rossoneri e il passaggio al Bayern Monaco, dove nessuno lo ricorda, a causa dei tanti infortuni. Poi il ritorno in Francia, due buone stagioni al Bordeaux e nient’altro di particolare, per quanto riguarda la carriera agonistica. Ricordiamo però i tanti gol segnati in nazionale: 30 in 54 partite. Papin intraprende poi la carriera di allenatore, senza arrivare a grandi risultati, ma si fa notare per alcune scelte forti, come quelle di rifiutare le panchine di Chelsea e Manchester United. Poi, a 45 anni suonati, un’altra decisione pazza: torna a giocare a calcio con un club francese militante in promozione, il Facture Biganos. Per la serie senza calcio non riesco a vivere. Di Jean Pierre Papin ci resta il sorriso da bravo ragazzo, l’espressione cordiale e i suoi magnifici gol in acrobazia, che forse avrebbero potuti essere molti di più. Ma va bene così, lo abbiamo amato lo stesso e di lui ci ricorderemo sempre.

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Le mie info biografiche stanno attuando uno sciopero estivo. Torneranno in autunno.
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