Jonathan: “Troppi stranieri all’Inter” (lo diceva anche Sacchi)

 Se sia un noioso leitmotiv, un luogo comune o una cruda verità non lo sapremo forse mai. Fatto sta che ad ogni periodica crisi dell’ si torna a parlare della possibilità che il problema della squadra nerazzurra possa essere l’elevato numero di stranieri. In queste ore si è espresso a sostegno di questa tesi anche uno che nell’ straniero era: l’ex terzino Jonathan. Così ha parlato nel corso di “InterLine”, rubrica di approfondimento in onda su TuttoMercatoWeb Radio: –“L’ attuale avrebbe avuto bisogno di più tempo per lavorare. Inoltre ci sono troppi stranieri e pochissimi italiani. Questo è un problema, ed era lo stesso quando c’ero io. Bisognerebbe essere sempre uniti, non per forza amici, ma uniti certamente. Il resto funziona, la società, la dirigenza e i vari staff, ma la squadra no. Proprio per il numero elevato di stranieri”.

Molto probabilmente la pensa come lui anche Arrigo . L’ex allenatore del Milan la scorsa primavera ci andò giù pesante, tornando indietro nel tempo e sostenendo che perfino la vittoria del Tripete, con una squadra interamente composta da giocatori stranieri, non aveva dato nessun beneficio al calcio italiano. Arrigo spiegò così la sua convinzione: “Non sono razzista e non ce l’ho con l’, contesto solo il fatto che il nostro è l’unico campionato nel quale l’arrivo di stranieri è in crescita. Io parlo solo per il bene del nostro calcio, quella Champions vinta dagli stranieri dell’ fu una vergogna non per l’, ma per il nostro calcio”. 

Nils

Non possiedo preziosi monili, non colleziono vinili e non difendo diritti civili. Seguo spesso l'istinto. Ai tempi delle scuole elementari decisi di tifare Milan. Nell'autunno 2013 mi venne l'idea di creare questo sito (online dal primo gennaio 2014). Considero normale, anzi indispensabile, un certo livello di faziosità, specialmente quando si parla di calcio, l'importante (per me, tu fai pure quello che vvvuoi) è non esagerare con la dose. Notate bene: a volte scrivo cose senza senso, perciò non prendetemi troppo sul serio.

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