DONNARUMMA 7,5: mostruoso anche stasera. Para su Gomez al 26’, poi sempre sul Papu fa un miracolo al 43’. E’ sfortunato sul gol perchè la palla gli sfugge carambolando verso Conti. Ancora nella ripresa bene su Freuler al 48’ e su Kessie al 65’. Date una difesa a quest’uomo e lui solleverà il mondo.

GOMEZ 6: non è una cima tecnicamente ma è bravo di testa e ci mette il fisico. Fa quanto gli si chiede, cioè piede ruvido ma efficace. Grande salvataggio in recupero al 40’.

ZAPATA 5-: Petagna lo sposta di spalla al primo contrasto e quindi di che parliamo? Come nelle sue peggiori serate, sembra sempre sul punto di compiere l’errore determinante.

ROMAGNOLI 6,5: rientra dall’infortunio e si sente la sua presenza. E’ silenzioso e poco mediatico, ma non è dalla sua parte che vengono i pericoli.

KUCKA 4,5: lui corridore faccia al vento, è costretto a giocare fuori ruolo ricevendo la palla con l’avversario alle calcagna. Maneggia palloni come fossero ordigni esplosivi innescati e perciò commette molti errori in appoggio mostrando un evidente disagio. Ciò nonostante è sua la prima incursione pericolosa in area bergamasca al 28’. Si perde Spinazzola sul gol del vantaggio dell’Atalanta. Esce per Bacca.

SUSO 6: inedito playmaker, naturalmente tende a spostarsi a destra. Non sfonda sebbene giochi molti palloni, ma ha qualche buona intuizione non sfruttata adeguatamente. Meglio nel 4-4-2 della ripresa. Ammonito salterà il Bologna.

MONTOLIVO 6: voto di fiducia. Rientra dal grave infortunio mostrando buona condizione. Fa giocate semplici mentre servirebbe qualcosa di più. Comunque, bentornato.

PASALIC 6-: primo tempo più copertura che altro. Nella ripresa entra più in partita ed ha al 46’ l’occasione del pari. Sfiora il palo di testa al 54’. Esce per Bertolacci.

DE SCIGLIO 5-: Montella lo accontenta mettendolo alto a centrocampo, in quello che dovrebbe essere il suo ruolo preferito. Niente: non azzarda mai nulla che non sia fuori dell’ordinario, mai un cross di prima, un tiro, qualcosa che assomigli ad una giocata che abbia un significato. Timbra il cartellino come fosse Fantozzi perciò non si lamenti se lo fischiano. L’unica volta che arriva sul fondo si fa ribattere il cross. Per favore, qualcuno lo mandi via. Esce per Vangioni.

LAPADULA 6,5: generosissimo e lottatore, come sempre. Capisce che se sta fermo in avanti la palla la vedrà poco o nulla ed allora arretra, difende anche e partecipa alla manovra. Bello un duetto al 35’ con Deulofeu, uno slalom al 40’ e un tiro purtroppo centrale al 57’. Cala un po’ alla distanza.

DEULOFEU 6: Montella gli chiede di fare l’attaccante centrale e si vede la sua poca abitudine al ruolo. Inoltre la moltitudine di avversari non ne favorisce la progressione e infatti perde tre palloni di seguito. Naturalmente cerca spazio sulle fasce ed è suo il primo tiro al 19’, poi un altro al 32’. Ha il merito di crederci sempre, fino in fondo e infatti c’è nell’azione del pari in collaborazione con Masiello.

BACCA s.v.: una volta in fuorigioco e molta buona volontà.

BERTOLACCI s.v.: sfrutta l’arretramento della squadra di Gasperini e non è costretto a rincorrere.

VANGIONI s.v.: semplice atto di presenza.

MONTELLA 6-: rischia un 3-5-2 (mai provato in precedenza) che, come spesso accade, in fase difensiva altro non diventa che un 5-3-2. Concesso all’avversario il solito gollonzo alla maniera della Gialappa’s, nella ripresa ridisegna la squadra con un 4-4-2 più consono alla tradizione ed alle caratteristiche rossonere. Complici il calo fisico ed i cambi conservativi di Gasperini che abbassano eccessivamente l’Atalanta, la squadra si piazza nella metà campo avversaria e trova il pari, per un punto che potrebbe essere decisivo nella corsa al 6° posto, che, insisto, non possiamo permetterci di rifiutare dopo 4 anni senza competizioni europee. Se poi il nostro futuro sarà composto di gente come Kessie, sarà certamente foriero di grandi soddisfazioni.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio