Francia-Italia 3-1, le pagelle:

SIRIGU Voto 7+: Il commentatore lo chiama Donnarumma e lui per ripicca esce bene su Dembele al minuto 3 e para su Mbappe al minuto 8, capitolando però sulla ribattuta di Umtiti. Il palo lo salva da tiro di Kante così come la traversa sul quello di Dembele (minuto 21 e 46). Rischia in altre occasioni poi al minuto 85 è miracoloso su Thauvin. Chapeau.

D’AMBROSIO Voto 4,5: Mbappe gioca spesso dal suo lato e per noi non è bello. Il talento Francese lo beffa subito al minuto 8. I suoi limiti sono noti a tutti quelli che guardano le partite del campionato Italiano, forse non ancora per il Mancio. Per lui sarebbe già troppo il Torino, figuriamoci la Nazionale Francese. Se vogliamo avere speranze di rinascita, con lui e quelli come lui bisogna farla finita. Contribuisce anche al terzo gol dei transalpini.

BONUCCI Voto 6+: da vecchio capitano cerca di non perdere la trebisonda mentre i Francesi arrivano giù da tutte le parti. Suggerisce a Balotelli dove e come calciare la punizione del suo 2 a 1 in ribattuta. Al minuto 46 sfiora il pari di testa. Insieme a Balotelli l’unico a poter giocare a maglie invertite.

CALDARA Voto 6,5: voto di stima nonché di speranza. Non tradisce l’emozione e gioca come un veterano, semplice ma efficace. Chiude bene su Dembele al minuto 10. Meglio di quasi tutti gli altri. Le qualità ci sono, la personalità pure. Spazio a quelli come lui.

DE SCIGLIO Voto 5,5: riecco la consueta partita del nostro ex eroe. Basta guardare la sua nota espressione da sogliola lessata andata a male per capire come finirà. Pavard lo batte spesso e volentieri. Unica bella diagonale difensiva al minuto 40. L’affondo è un oggetto sconosciuto.

PELLEGRINI Voto 5,5: parte spaesato e finisce confuso. L’asticella dell’impegno si alza e lui annaspa, come del resto tanti altri. C’è n’è da mangiare di pane nero… altro che Juventus.

JORGINHO Voto 5,5: la serie A e lo strapotere sarriano sono un’altra cosa, così come il contorno che lo circonda. Se il City e Guardiola lo vogliono ci sarà una ragione ma per il momento a noi è sconosciuta. Buono ma non eccellente, ma il convento non passa altro.

MANDRAGORA Voto 5: in difficoltà sin dalle battute iniziali, non trova posizione. Entra nell’azione del rigore del 2 a 0 ma sarebbe il minimo. Sarà anche bravo, ma per quanto visto stasera non sembra attrezzato per questi livelli.

BERARDI Voto 5,5: mister “sono sempre infortunato” vede qualcosa somigliante al bianco e nero e si cancella dal campo da solo, come lui sa fare. Attendiamo di conoscere quanto verrà pagato e di assistere ai suoi immancabili sfracelli domenicali. Impalpabile.

BALOTELLI Voto 7: altra bella prestazione. Tira alto al minuto 15 dopo che in precedenza aveva calciato sulla barriera una punizione. Contribuisce al gol di Bonucci impegnando Lloris che respinge a mani aperte. È pericoloso anche al minuto 46 e al minuto 75 tira di poco alto. Ci teneva a fare bella figura, gli è mancato il gol.

CHIESA Voto 6,5: tenta le sue consuete accelerazioni con bella continuità e apprezzabile faccia tosta, guadagnando credito e salendo di efficacia alla distanza. Al minuto 47 impegna Lloris. Bella serata, da confermare.

CRISTANTE, FLORENZI, INSIGNE, BONAVENTURA, BELOTTI, ZAPPACOSTA S.V.: rilevano rispettivamente Pellegrini al minuto 65, d’Ambrosio (alleluia) al minuto 73, Berardi al minuto 73, Jorginho al minuto 77, Balotelli al minuto 86, Chiesa al minuto 88. Unica cosa da ricordare un tiro di Cristante al minuto 68.

MANCINI Voto 6: mette in campo una squadra sperimentale al cospetto di un avversario agguerrito che ci sovrasta tecnicamente e fisicamente. Per lunghi tratti la superiorità è stata imbarazzante a ricordarci che non siamo andati (giustamente) ai Mondiali e se non finisce di goleada è merito di Sirigu e dei legni. Siamo indietro, e di tanto, perché ci mancano due generazioni di calciatori. La nostra ultima, grande infornata fu quella dei nati alla metà degli anni ’70 che difatti diventò campione del Mondo nel 2006 in Germania, Dopo, il nulla, e chissà per quanto altro tempo ancora. Bisogna chiudere definitivamente con certi elementi troppo scarsi ed inguardabili per poter vestire la maglia azzurra. Non sappiamo più fare quello che conoscevamo bene e non abbiamo imparato nulla di quello che sanno fare gli altri. La strada della rinascita sarà lunga ed in salita.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.