Nella sera in cui Kane quasi si nasconde e gioca solo per la squadra, brillano nell’Inghilterra del nuovo corso i giovani figli di Albione: Sterling, Alli, Lingard, Pickford. I bianchi vanno avanti superando la Svezia e approdano in semifinale dove troveranno la Croazia forse infiacchita da due maratone terminate ai calci di rigore. Stavolta la compattezza degli scandinavi non è bastata a compensare una differenza di valori tecnici evidente e, andati sotto nel punteggio, gli svedesi, pur battendosi con orgoglio ed onore hanno mostrato i loro limiti non riuscendo a rimontare.

La Svezia si affida alla nota compattezza delle due linee da 4 per spezzare le iniziative britanniche, confidando nella fantasia di Forsberg e nella fisicità della coppia di attacco. I sudditi di Elisabetta, come abbiamo già visto, mettono palla a terra e verticalizzano appena possono ma non disdegnano di difendere a 5 quando è l’avversario ad avere il controllo della sfera. Ancora una volta in questo Mondiale fondamentali i calci da fermo. Quello di Young, che al minuto 30 mette sulla testa di Maguire (che sfrutta un mismatch con Forsberg) la palla del vantaggio inglese. Nel finale del tempo Sterling si presenta da solo davanti ad Olsen sfruttando i lanci dalle retrovie che ne esaltano la velocità ma non riesce a concretizzare.

Tornando al campo, nella ripresa diventa fondamentale Pickford. Al minuto 46 su bellissimo colpo di tesa di Berg e al minuto 61 ancora su Claessen che sfrutta l’assist di Berg per battere sotto misura. Nel mezzo (minuto 58), l’azione insistita, da una parte all’altra del campo, con Trippier che serve Lingard per il cross di quest’ultimo e la capocciata nell’area piccola di Dele Alli per il raddoppio. Pickford spegne le ultime speranze di rimonta svedesi al minuto 71 quando mette fine (palla in angolo) ad un’azione condotta da Guidetti (subentrato a Toivonen) e Berg (ancora lui!). Anzi, al minuto 77 potrebbe esserci anche il terzo gol dei bianchi, che sfruttano i maggiori spazi causati dallo sbilanciamento svedese) con un’azione Trippier-Kane ed un crosso che attraversa tutta l’area di rigore davanti ad Olsen.

Pertanto, giustamente avanti l’Inghilterra di Southgate, a casa ma soddisfatti per il bel torneo disputato gli svedesi.  Che cambiamento rispetto all’Inghilterra che abbiamo visto per tanti anni, con i lanci dalle retrovie a pescare la testa del lungo centravanti di turno e il successivo arrembaggio sulla seconda palla ribattuta dalla difesa avversaria! Sarà l’influenza di Guardiola? Di certo la mutazione genetica alla quale stiamo assistendo merita la massima attenzione ed una riflessione profonda in chiave nostrana. Sta emergendo il lavoro svolto a favore del settore giovanile. I nomi che vi ho citato sono solo alcuni tra i tanti. Elementi di valore, di giovane età, già titolari nelle squadre della Premier League. Mai come stavolta la Coppa può veramente tornare al di là della Manica.

Non è Brexit almeno nel calcio.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.