Donnarumma Voto 8,0 : strepitoso. Para tutto quello che gli tirano in porta a meno del gol di Chiellini sul quale è incolpevole. Nei primo 20’ gli arrivano giù da tutte le parti e lui dice di no a Sturaro (due volte), a Mandzukic, ad Alex Sandro. Vola ancora su Khedira nella ripresa. Ai rigori ipnotizza Mandzukic facendogli fare la figura di un Trezeguet qualsiasi e poi mura Dybala al momento opportuno. Quanto vale? Non ha prezzo.

ABATE Voto 6,5 : il Capitano di mille battaglie cerca di scuotere la ciurma salendo dopo il gol del vantaggio. Salva su Sturaro e Alex Sandro che arrembano dalla sua parte manco fossero Batman e Robin. Esce sfinito per i crampi. 
PALETTA Voto 7,0 : soffre i chili dell’attacco bianconero e benchè menomato da un’epistassi frutto di Mandzukic, non cede di un metro, spazzando quando serve come al termine del primo tempo su Khedira.

ROMAGNOLI Voto 7,0: come il sodale Paletta soffre di inferiorità fisica, ma non demorde e lotta come un gladiatore. É sfortunato quando, silenzioso incursore, di capoccia fa tremare la traversa avversaria.

DE SCIGLIO Voto 5,5 : deve aver fatto proseliti se la squadra entra in campo 20’ dopo il fischio di inizio come fa di solito lui. Sembra sempre lì per sbocciare e invece niente. Nella ripresa va meglio ma niente di trascendentale.

KUCKA Voto 6,5 : si aggira a metà campo circondato dai muscolosi e agguerriti avversari. Cresce nella ripresa ed è sua un’insidia di testa. Si permette anche una incursione palla a terra con un radente che avrebbe meritato migliore fortuna.

LOCATELLI Voto 5,5 : cerca di mantenere ordine soffrendo le pene dell’inferno come l’amico Bertolacci. Barcolla ma non molla. La sosta gli farà bene.

BERTOLACCI Voto 6,0 : il passo felpato e il fisico non proprio da corazziere non lo favoriscono nella lotta all’ultimo sangue in mezzo al campo contro gli energumeni bianconeri. Meglio da regista basso dopo l’uscita di Locatelli perché liberato da obblighi di inserimento.

SUSO Voto 8,0 : straripante. Parte in sordina dimenticando che nel calcio si deve correre anche all’indietro specie se dalla tua parte c’è un tizio poco raccomandabile che risponde al nome di Alex Sandro. Uscito il brasiliano si ridesta come d’incanto, si rende pericoloso con una rasoiata per poi pennellare un cross al bacio sulla testa di Jack per la palla del pari. Raddoppiato e a volte triplicato si trascina dietro gli avversari come i topi il pifferaio di Hamelin. Nella ripresa non lo tengono e lui scorazza generando allarmi a ripetizione. Si spegne come ovvio (e come tutti) nel secondo supplementare.

BACCA Voto 5,5 : primo tempo di beato isolamento come Cuba ai tempi dell’embargo. Sembra destarsi nella ripresa e spaventa Buffon con un colpo di testa a distanza ravvicinata. Peccato non completi l’opera non mettendola dentro a porta vuota e causando aumenti di pressione arteriosa a chi è allo stadio e a chi è a casa. Dopo di che, esce.

BONAVENTURA Voto 8,0 : Inesauribile. Inizia estraniandosi dalla manovra, quasi si sentisse offeso di non essere cercato. Fatta la pace con tutti, si mette a macinare e per la Juve sono guai. Da centravanti vero sigla il gol del pari e poi continua a picchiare martellate sul muro bianconero. Su di lui un fallo di Lichtesteiner da secondo giallo e conseguente espulsione.

PASALIC Voto 6,5 : arrivato nella più grande diffidenza, assurge ad eroe imperituro, entra subito in partita poi soprattutto ha il merito di segnare il rigore decisivo, conquistandosi un posto in eterno nella Hall of Fame del tifo rossonero. Rivedremo all’infinito la sua rincorsa, cosi come rivediamo ancora quella di Shevchenko a Manchester. Se Lulic per il laziali è “71”, lui sarà quello del “5° rigore di Doha”. Per la serie, “t’ho alzato la Supercoppa in faccia”.

LAPADULA Voto S.V. : entrare nei tempi supplementari quando tu sei bello fresco ma gli altri non ne hanno e ti lanciano occhiate feroci quando cerchi lo scambio veloce, non è facile per nessuno. Tira il rigore (e lo sbaglia) di sinistro, perché?

ANTONELLI Voto S.V. : entra per Abate, si mette lì a sinistra. Festeggia alla fine anche lui, lo merita.

MONTELLA Voto 8,0 : Avevo detto che non sono invincibili e così è stato. Vincere quando si è forti è facile, farlo quando quelli forti sono altri non è da tutti e solo chi ha nel DNA il terzo cromosoma, quello della V come Vittoria, può farlo. Noi lo abbiamo. Questa Supercoppa è’ la svolta di tutto, o almeno può esserlo, e conclude la lunga camminata da Pechino 2011 sino al deserto del Qatar. Vincenzo sta realizzando un’impresa : ha preso un terreno incolto ed arido a luglio e ha cominciato a vangare, seminare, innaffiare. Ecco a dicembre i frutti si vedono. Squadra compatta, solida moralmente, con le idee chiare, ben preparata atleticamente, con le gerarchie chiare e definite. Godiamoci un bel Natale brindando in Supercoppa, confidando in un 2017 ventre a terra. Prosit, we are AC MILAN and we are back.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio
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