barbara“Penso sempre a innovare, quello è il mio principale obiettivo, perché quelle calcistiche sono ormai aziende reali e il calcio è un business”.- ha dichiarato nei giorni scorsi Barbara Berlusconi in una intervista concessa a Vogue Japan. Fin qui ci siamo, frasi che confermano l’esistenza dell’acqua calda, ok, va bene, noi ci credevamo già. Ma Lady B va oltre ed afferma: «Nel calcio non c’è differenza tra le persone, non ci sono differenze sociali, differenze razziali, differenze politiche o economiche. La bellezza del calcio sta nel fatto che tutti sono uguali, tutti sullo stesso piano: un manager che vive a Londra può soffrire e disperazione tanto quanto un figlio di Soweto, gli abitanti di Lima ugualmente a quelli nella metropolitana di Tokyo». E’ proprio vero. Potremmo estendere il concetto arrivando a dire che in fondo non ci sono differenze sociali nè economiche fra Barbara Berlusconi e un bambino che palleggia in una favela perchè il calcio (che è business) livella tutto verso il basso e tutti i suoi interpreti si sentono fortunati semplicemente rincorrendo un pallone. Non importa che poi guidino una Ferrari o camminino scalzi sulla polvere. Il calcio è una favola, il calcio è poesia. Parola di Barbara Berlusconi.

Nils

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Le mie info biografiche stanno attuando uno sciopero estivo. Torneranno in autunno.
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