L’Argentina scherza (con) l’Italia: a Manchester finisce 0-2

 Difficile immaginare un risultato differente da quello che è stato. L’Argentina orfana di Dybala ed Icardi (neppure convocati), Messi ed Aguero (lasciati a riposo) ha battuto senza troppa sofferenza, e senza entusiasmare, un’Italia incompiuta. Risulta evidente la tattica iniziale del c.t. azzurro Di Biagio: fare pressing alto per mettere in difficoltà l’albiceleste sin dalle prime fasi di costruzione dell’azione. Questo stratagemma funziona parzialmente solo per la prima mezz’ora di gioco, durante la quale l’Italia resta in partita grazie a buoni ritmi di gioco e attenzione da parte di ogni reparto. In estrema sintesi: nel primo tempo è il possesso palla dell’Argentina a farla da padrone (Oltre il 60%), con gli azzurri discretamente bravi a contenere e un Buffon fondamentale in almeno 3 occasioni da rete. Si scende negli spogliatoi con il risultato bloccato sullo 0-0.

La ripresa si apre con l’Italia più propositiva in fase offensiva, capace finalmente di creare qualche pericolo in area avversaria, per lo più con il solo Insigne. Dopo i classici avvicendamenti tra titolari e panchinari arriva al 75′ la rete avversaria firmata Banega, al termine di una perfetta ripartenza. L’Italia a questo punto si riversa in avanti, nel confuso tentativo di riagguantare il pareggio. Il centrocampo si fa trovare sguarnito e all’85’ gli argentini colpiscono nuovamente in contropiede, andando in gol con Lanzini. Solo la (s)fortuna impedisce all’albiceleste di ottenere una vittoria ancor più rotonda.

Dopo il triplice fischio non resta altro che prendere atto di un’abissale differenza tra le due squadre. Non in termini di qualità di gioco (e qua si potebbe a lungo parlare del c.t. argentino Sampaoli…) bensì in termini di qualità (e quantità) dei giocatori a disposizione. Da una parte hai Messi ed Aguero fuori per infortunio, Icardi e Dybala fuori per “scelta tecnica” e puoi comunque schierare il tandem offensivo Higuain-Di Maria, con Lautaro Martinez a disposizione. Parliamo in ogni caso di top player e futuri tali. Dall’altra sponda, senza fare nomi per evitare improvvisi attacchi di panico, hai giocatori ben lungi dall’essere dei fuoriclasse e che a livello internazionale sono praticamente degli sconosciuti.

Il presente è torbido, tanto a livello di federazione quanto a livello tecnico. Pensare che la rinascita dell’Italia possa passare per le mani dei vari Chiesa, Cutrone, De Sciglio, Rugani, Cristante e Florenzi… ha tutta l’aria di essere una mera illusione.

A.A.A. giovani talenti italiani cercasi.

Stefano I.

Ricercatore informatico ​affetto dal sacro fuoco rossonero. Scettico per precauzione, ​realista per vocazione ed ​​amante del genio per eccezione. Nato nel segno di Van Basten con ascendente Savicevic.

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