Lazio-Milan 0-0. Suso, non ci siamo. Le pagelle degli uomini di Gattuso

 DONNARUMMA Voto 6,0: mai impegnato nel corso del primo tempo, sino alla presa a terra su Leiva al minuto 39.Vede i tentativi della Lazio passargli accanto o sopra. Pronto nella ripresa al minuto 65 e poi al 66 prima su Milinkovic Savic e poi su Correa. Ennesima partita imbattuto, ma stasera lui c’entra poco o nulla.

CALABRIA Voto 6,5: corre parecchio all’indietro e specie nel primo tempo è meno arrembante del solito complice la latitanza di che non tiene palla e non gli dà il tempo di salire. Più intraprendente nella ripresa. Migliorato tantissimo nella fase difensiva, chiude implacabile.

MUSACCHIO Voto 6, 0: cerca di non farsi mai attrarre fuori area dai movimento delle punte laziali. Attento nelle chiusura difensive, efficace anche se non elegante.

ROMAGNOLI Voto 6,5: lui sì che è elegante nonché preciso negli interventi. Comanda da maestro i movimenti della linea difensiva. Svetta di piede e di testa.

LAXALT Voto 5,5: uncina palloni su palloni, ma li gioca spesso all’indietro. Appare frenato in un ruolo che non gli si addice molto. Non va mai sul fondo per cercare il cross.

KESSIE S.V.: Parolo gli rifila una zampata sul bicipite femorale. Esce al minuto 27, ma non è nulla di grave.

BAKAYOKO Voto 6,0: accerchiato dagli avversari come il Generale Custer al Little Big Horn dai Sioux perde qualche pallone di troppo ma continua a lottare senza risparmiarsi.

PAQUETA’ Voto 6,0: palla al piede mostra qualità ed eleganza nelle movenze. Cerca di farsi trovare libero per dettare il passaggio. Va al tiro al minuto 16. Eccede in confidenza e sbaglia qualche appoggio elementare, come al minuto 55. E’ altrettanto vero che recupera anche molti palloni e fa densità nel mezzo.

Voto 5,0: voto di stima e basta. Sembra partire per sfondare il Mondo, si accentra più che stare largo. Poi piano piano si spegne, si eclissa, si addormenta. La partita sale di tono agonistico e lui come già accaduto, ne esce. Non regge palla, non fa salire Calabria, non inventa, non crossa. Latitante peggio di Matteo Messina Denaro. Gattuso lo aspetta e poi lo cambia, giustamente. In fase calante soprattutto fisicamente.

PIATEK Voto 6,0: ingaggia una lotta dura e senza paura con Acerbi che non è proprio l’ultimo arrivato. Palloni pochi e sporchi che però lui cerca di addomesticare e spesso ci riesce. Però stasera la squadra è troppo col baricentro basso e non riparte efficacemente. Si vede due volte, al minuto 49 di destro e al minuto 88 di testa.

BORINI Voto 5,5: più o meno, siamo lì, sotto alla sufficienza. Corre molto e si danna l’anima, ma conclude poco, se non altro non commette castronerie. In ritardo sulla chiusura su Romulo al minuto 27, nell’occasione di Immobile situazione nella quale Laxalt era andato a chiudere al centro.

CALHANOGLU Voto 5,5: non doveva giocare nemmeno. Infatti entra e non gioca.

CASTILLEJO S.V.: entra per e non incide nel poco tempo disponibile.

BIGLIA S.V.: giusto per prendersi i fischi.

GATTUSO Voto 6,0: un conto è giocare con Laxalt e Borini negli ultimi 20 minuti, un altro per 90. D’altrocanto, è solo in queste occasioni che si può far rifiatare qualcuno e la rosa attuale questo permette. Partita di pura gestione, squadra bassa, che non riesce a ripartire con efficacia. Bene la difesa, meno il centrocampo che ha accusato l’insipienza di e, a partita iniziata, quella di Calhanoglu. Piatek troppo isolato e non sostenuto adeguatamente. Anche Paquetà ne ha risentito. Risultato interlocutorio con i ritorno tra due mesi. Vedremo allora. Ennesima porta inviolata e questo va bene

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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