galliani e barbaraCome nella migliore tradizione scolastica, terminate le lezioni, l’attesa è per i “quadri”. Ci occupiamo oggi della Dirigenza, societaria e tecnica. Dopo aver bastonato o premiato i calciatori durante l’annata adesso tocca a loro. Come toccava a noi, ci sono i promossi, i rimandati e quelli a cui si consiglia di passare… dal liceo al tecnico-professionale.

Silvio Berlusconi – Presidente: gli saremo sempre riconoscenti per quello che ha fatto e per come ha operato da 30 anni a questa parte. Però, la vita va avanti e chi si ferma è perduto. L’età, gli impegni, i guai personali lo hanno allontanato dalla sua creatura. Le aziende si dirigono dalla mattina alla sera, stando “sul pezzo” e decidendo, perché la differenza la fanno, spesso, i dettagli. Il calcio ormai non si ferma nemmeno un giorno, c’è necessità di dover prendere decisioni operative con immediatezza. Basti pensare che ancora non sappiamo chi sarà il prossimo allenatore. Non basta andare il venerdì a pranzo e intonare qualche coretto di circostanza se durante la settimana ognuno ha fatto i cavoli suoi. Non potendo più fare tutto lui, decida, finalmente, cosa fare e quale ruolo ritagliarsi, dopodiché faccia spazio e lasci lavorare gli altri. Dopo i trionfi a ripetizione, Zaccheroni vinse lo scudetto nel 1999, solo 3 anni dopo Capello. Poi fu la volta di Ancelotti stavolta 5 anni dopo Zaccheroni. Dopo di che, Allegri vinse il campionato nel 2011, 7 anni dopo Ancelotti. Come vedete, non è difficile legare il progressivo declino alla altrettanto progressiva assenza del “Capo” dalla stanza dei bottoni, elementare Watson. A quasi 80 anni, è il suo turno di sedersi e guardare, magari dando solo consigli e non sentenze inappellabili. Speriamo che dal cilindro non esca l’ennesimo allenatore inventato (dopo Leonardo, Seedorf, Inzaghi), da presentare a luglio come la panacea di tutti i mali e poi da mettere alla berlina al primo comizio utile, nei corridoi di Montecitorio o durante qualche cenetta conviviale. La smetta, nel frattempo, di pensare che una squadra è fatta di un portiere e 10 attaccanti…

Giudizio INSUFFICIENTE.

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Barbara Berlusconi – A.D.: la duplicità della figura dell’A.D., invenzione del papà e che non ha riscontri, che io sappia, in nessuna altra realtà aziendale, mi è parso che l’abbia penalizzata. La competenza c’è e le idee anche. Limitatamente alle questioni organizzative e di marketing rappresenta l’unica nota positiva della stagione, e Casa Milan è indubbiamente una bella realizzazione sotto questo aspetto. Il calcio del futuro sarà sempre più pervaso da questi “dettagli” e la D.ssa sembra avere chiara la modalità con cui muoversi e relazionarsi col mare magno che la circonda. Ritengo sia l’ultimo baluardo verso quei componenti della famiglia favorevoli alla cessione totale della società e in quanto tale va difesa come specie in via di estinzione. Ha avuto il buon gusto di non impicciarsi mai di questioni tecniche. L’ultima volta che lo ha fatto, abbiamo perso Tevez…

Giudizio : OTTIMO.

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Adriano Galliani – A.D.: Il condor, l’uomo del colpo all’ultimo minuto… di pseudonimi il buon Zio Fester ne assomma parecchi. Uno che non era chiacchiere e distintivo. Troppe volte ha dovuto fare le nozze coi fichi secchi e adesso che sono finiti anche quelli, è dura. Dirigente preparatissimo sui regolamenti (il migliore di tutti, dicono), per 30 anni è stato il braccio armato di Silvio Berlusconi. Veniva visionato un giocatore, il Presidente ordinava, lui partiva all’attacco come un vero cagnaccio e durante la trattativa (con l’osso tra i denti) magari telefonava per farsi dare un’ultima autorizzazione. Quei tempi non ci sono più, per tutta una serie di motivi. La società ha sentito la mancanza di un vero e proprio Direttore Sportivo ed Adrianone non può esserlo. Come per il Presidente, dopo tutti questi anni ha il diritto di decidere lui cosa fare e se gli aggrada continuare così. L’ipotesi di una seppur faraonica liquidazione non è motivo per restare in Paradiso a dispetto dei santi. Speriamo che durante l’estate mangi meno e, più lucido, possa concludere positivamente trattative importanti.

Giudizio INSUFFICIENTE.

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Pippo Inzaghi – Allenatore: Purtroppo un disastro e non solo per colpa sua. Presentato in pompa magna l’estate scorsa, aveva riportato l’entusiasmo tra la tifoseria. Indicato come il primo tassello del rilancio in grande stile per “coniugare costi contenuti e risultati”, “rilanciare i giovani”, “rifondare”, “ripartire”, ecc. è sembrato progressivamente e sempre di più l’uomo solo al comando (soprattutto solo e neanche tanto al comando, direi…). Ha commesso errori di inesperienza, ma visto che non ne aveva era inevitabile, non li avesse fatti avremmo dovuto gridare al Messìa. Lui, però, ci ha messo del suo, presentando troppo spesso una squadra indecifrabile, commettendo l’errore (a mio avviso il padre di tutti gli errori) di presentarla scarsamente competitiva sotto l’aspetto atletico, frutto di una preparazione figlia più dell’Inzaghi calciatore e non dell’Inzaghi allenatore. Ha insistito su vecchie glorie e impresentabili, mentre da lui ci saremmo aspettati magari sconfitte, ma più coraggio. Ancora troppo ex giocatore, per giunta in mezzo ad un gruppo di marpioni ex colleghi che lo attendevano al varco per rinfacciargli evidentemente qualche passato comportamento. Altro cosa rispetto ai giovanotti degli Allievi Nazionali e della Primavera… E’ stato lasciato solo e progressivamente delegittimato da quando Berlusconi e Galliani si sono presentati a Milanello accompagnati da Sacchi. Giocare nel Milan che vinceva tutto era una cosa, allenare questo Milan un’altra. Avrebbe dovuto metterci più del suo, inventarsi qualcosa e sforzarsi di caratterizzare la squadra in qualche modo per farla ricordare, comunque andasse, come la squadra di Inzaghi. Troppo poco il 10° posto in relazione al valore di una squadra nettamente superiore. Magari è bravo e questo sarà il suo mestiere, ma gli consigliamo di ripartire da zero e in un’altra realtà dove ci siano meno pressioni e meno pretese. Una cosa a suo favore: avrebbe ragione ad attapirarsi se al suo posto venisse messo Brocchi.

Giudizio INSUFFICIENTE

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio
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