DONNARUMMA s.v.: spettatore non pagante, non gioca né con le mani né con i piedi. Ciancica chewing gum come John Wayne e ci dà appuntamento all’anno prossimo.

GOMEZ 6+: piedone lo sbirro è brutto e cattivo ma efficace sia sull’uomo che in anticipo. Colpisce di testa al 23′ su azione d’angolo e si permette uno svolazzo di tacco al 43’.

PALETTA 6: corre pochi pericoli, casomai ce ne fosse bisogno, facilitato dai ritmi dell’incontro non ossessivi. Qualche salvataggio di testa.

ROMAGNOLI 6: anche lui non soffre nulla se non la noia. Si inserisce per il tiro al 47’.

DEULOFEU 6,5: cerca in ogni modo di intimorire Mbaye, è molto attivo ma non altrettanto preciso nelle rifiniture. Suo il gol che sblocca la partita al 69’ con un bell’inserimento centrale. Dopo il vantaggio, con più spazio torna ad essere letale. Esce per Cutrone.

BERTOLACCI 5: molle nei contrasti e scarso nelle idee. Esce giustamente nella ripresa, restando un mistero insoluto.

MONTOLIVO 6: inserimento al tiro su rifinitura di Lapadula al 10’. Distribuisce palloni e, rispetto al passato, non commette errori.

PASALIC 6: colpisce alto al 27’ e sfiora il palo al 51’. Movimento, vivacità e qualche iniziativa apprezzabile.

VANGIONI 6: spinge con buona lena ma non con altrettanta precisione. Bravo ma discontinuo.

LAPADULA 7,5: il modulo a due punte sembra essergli più congeniale, perché così non è lui solo l’oggetto di attenzione della difesa avversaria. Si muove molto ed è l’unico a offrire profondità alla manovra. Fallisce un rigore in movimento al 13’, esegue un bel retro passaggio per un compagno al 25’ e poi tira alto al 28’. Non molla mai e al 90’ serve di tacco Honda che non sfrutta l’occasione, poi nel recupero la mette dentro sottomisura. Bravo!

BACCA 5: pochi palloni, giocati per giunta senza costrutto. Esce (meno male…) per Honda.

MATI FERNANDEZ 6,5: più vivace ed intraprendente, mette il pepe nella partita dando la sveglia ai compagni. Iniziative personali e soprattutto due assist, per il primo e il terzo gol.

HONDA 6,5: professionista esemplare. Pur sapendo che certamente se ne andrà, entra e mette la sua qualità e la sua freschezza al servizio della squadra e del risultato. Parte da destra (per il cross) e si accentra (per il tiro, impegna Mirante al 64’) mettendo grinta e cattiveria nei contrasti. Imprendibile la sua punizione al 72’.

CUTRONE s.v.: benvenuto tra i grandi.

MONTELLA 6,5: parte con un 3-5-2 nominale, ma con Vangioni un po’ più basso che alto. La strizza la fa da padrona, insieme al caldo ed alle imprecisioni. Poi azzecca i cambi giusti al momento giusto, la squadra si desta e porta a casa vittoria e qualificazione. In mezzo a tante difficoltà (rosa non eccelsa, infortuni di lunga durata in ruoli chiave, intricate vicende societarie, ricorrenti voci di mercato) Vincenzo ci regala una Supercoppa (scusate se è poco…) e ci restituisce, comunque, il palcoscenico internazionale dopo tre anni di assenza. Onore al suo lavoro, alla sua intelligenza ed al suo pragmatismo. E buona fortuna per la stagione che verrà. Oggi è come 30 anni fa, al Comunale di Torino, al termine dello spareggio per l’UEFA vinto sulla Sampdoria con gol di Massaro. E’ l’alba di un nuovo giorno. Alcuni nomi per la prossima stagione già sono stati individuati e fanno certamente ben sperare. Come si dice, il buongiorno si vede dal mattino. E allora, buongiorno, Milan.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio